Omicidio di Molinella, la salma di Liliana Bartolini viene portata via (FotoSchicchi)
Omicidio di Molinella, la salma di Liliana Bartolini viene portata via (FotoSchicchi)

Molinella (Bologna), 15 aprile 2016 - Liliana conosceva il vuoto che si prova dopo un abbandono. L’aveva vissuto. E non era pronta ad affrontarlo di nuovo. Così, quella decisione del marito di lasciarla per andare a vivere con una nuova compagna la terrorizzava. "Era arrivata al punto di dire ‘me la prendo in casa’, riferendosi all’amante", racconta una delle amiche, con le lacrime agli occhi mentre guarda i sigilli bianchi e rossi che delimitano il confine della villetta di Miravalle di Molinella, dove Liliana Bartolini, 51 anni, viveva dal 2003 con il marito Andrea Balboni, 52, e al loro figlio adolescente. Il ragazzino è tornato mercoledì sera dalla gita scolastica fuori regione. Non ha trovato i genitori ad attenderlo alla fermata del bus, ma i carabinieri e lo psicologo. È stato affidato allo zio paterno. Impossibile comprendere da grandi quello che è successo, figurarsi a quell’età. 

Uuna frattura definitiva e violenta, che è stata il culmine tragico di litigi, gelosia, lunghe attese alzata ad aspettarlo. Liliana era a conoscenza della relazione che Andrea intratteneva con un’altra donna già da mesi. Era stato l’ex marito della stessa, a ottobre, a informarla. L’artigiano aveva scoperto la storia dopo aver assoldato un investigatore privato. E un giorno, con la prova schiacciante del tradimento in mano, una fotografia del tassista con l’ex moglie, si era presentato a casa di Liliana. Lei aveva sofferto da morire. Aveva discusso col marito. Lui, per amore del bambino, aveva tentato una riappacificazione. Che non era però arrivata. Continuava a vedere l’amante, che intanto aveva lasciato il marito e se ne era andata via di casa con i figli a dicembre. Anche Andrea aveva deciso di lasciare Liliana. Glielo aveva detto. Ma lei non lo accettava. "Era ossessionata, non voleva lasciarlo andare", racconta un’amica.

La relazione tra la donna, una commessa di 45 anni, e il tassista era iniziata tempo prima e ormai era cosa risaputa in paese. I due si erano conosciuti fuori dalla scuola che frequentano i rispettivi figli. E si erano innamorati. Lei, mercoledì mattina, è stata sentita dagli inquirenti. Quando ha saputo dell’omicidio ha avuto un malore. «La mia dipendente – racconta la titolare del negozio dove la donna lavora da 16 anni – non mi ha mai detto di avere una relazione con Balboni. Per quanto ne so erano amici, andavano a prendere il caffé quando lei aveva il giorno libero... Liliana Bartolini non l’ho mai vista qui al negozio. Suo marito lo vedevo passare fuori col taxi, ma niente di più. È una storia molto brutta. Sia per la povera donna uccisa che per la mia commessa. La sua vita non sarà tanto facile adesso che tutti l’additano come la causa dell’omicidio». Infatti la gelosia, unita alla paura di perdere l’uomo che amava, era diventata un tarlo per Liliana. Una goccia che batteva costante.

L’ultima lite furiosa tra i due c’era stata mercoledì della scorsa settimana, li avevano visti in paese litigare. Prima ancora, un giorno che marito e moglie erano in auto assieme, l’amante aveva chiamato il cellulare del tassista. Aveva risposto Liliana, ne era nata un’altra discussione. Tutto così, fino alla notte tra martedì e mercoledì, quando Andrea rincasa intorno all’1,20. Lo sente una vicina mentre parcheggia il taxi nel vialetto.

Lui entra in casa e ricomincia la lite. Con toni più alti, più aspri. Fino al tragico epilogo, che scopriranno i medici del 118 alle 3, quando lui chiama dicendo: "Mia moglie è in una pozza di sangue". In quelle due ore, moglie e marito hanno una colluttazione. Lui ne esce con dei lividi alle braccia e al collo. Lei con una ferita profonda dai 5 agli 8 centimetri alla gola, un taglio che recide la giugulare, e i denti incisivi rotti. Oggi l’autopsia dovrebbe essere disposta dal pm Antonella Scandellari. Chiarirà l’orario della morte, la natura del colpo mortale inferto e delle altre lesioni. Il coltello usato, un multiuso svizzero di 10 centimetri, è stato trovato ieri mattina dai carabinieri della Scientifica. Balboni, dopo l’omicidio, l’aveva avvolto in uno straccio e nascosto in un pozzetto in giardino.

Aggiornamento. Il Pm Antonella Scandellari non ritiene verosimile la versione data da Andrea Balboni e ritiene che debba stare in carcere. Il suo comportamento rivela una spiccata pericolosità sociale sia per la violenza con cui ha colpito al collo la moglie, sia per la freddezza con cui ha nascosto i vestiti e le scarpe sporchi di sangue, oltre al coltello, poi ritrovato, sia per la freddezza con cui ha negato l'omicidio. Per questo ha richiesto la convalida del fermo in vista dell'udienza di domani, sabato, davanti al Gip Gianluca Petragnani Gelosi.