Bologna, 28 novembre 2018 - Una coppia affiatata, sempre abbracciata, uniti fino alla fine. Così descrivono Paolo Palmonari e Anna Bertuzzi gli amici, i vicini e chi li conosceva da tempo, in quella via Montefiorino in cui abitavano da più di cinquant’anni. Ieri il pensionato ha ammazzato la moglie malata e si è gettato dal terrazzo (FOTO). 

«Il marito tutti i giorni veniva a prendere il caffè qui – scuote la testa sconsolato Alessandro Venturi, titolare del ‘Bar8’ di via Montefiorino, il primo a lanciare l’allarme –. Era una bravissima persona, lo conoscevano tutti, sempre gentile ed educato. Anche ieri mattina (lunedì, ndr) era qui, per il suo caffè macchiato. Siamo tutti sconvolti».

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Interviene il signor Piero, avventore del bar: «Ho incontrato Paolo sabato mattina, accompagnava la moglie in chiesa come sempre – rivela –. Di recente lo vedevo triste, preoccupato. Mi raccontava che non stava bene, che la moglie non lo riconosceva più e lui soffriva».

I vicini descrivono il signor Palmonari come un uomo in forma, che dimostrava meno anni di quelli che aveva, e molto legato alla moglie, malata di Alzheimer (VIDEO) e che di recente si era aggravata. Un mese fa la signora era caduta in casa e lui per aiutarla era inciampato a sua volta; siccome non riuscivano più ad alzarsi, era stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per aprire la porta ai soccorsi.

«Li conoscevo di vista, mi parevano persone tranquille», conferma Angelo, che abita nella palazzina accanto a quella della coppia. «Lui lo incontravo spesso, lungo le scale o qui vicino – rincara il condòmino Giampaolo Lanzoni –. Lui mi pareva una persona pacata, lei la vedevo di rado, soprattutto di recente. Stamattina non mi sono accorto di niente, è una tragedia».

Si commuove la vicina del piano di sotto, Cornelia Paselli: anche lei ha 93 anni e come la coppia abita al civico 6 di via Montefiorino dal 1954. «Stavano sempre insieme, lui la portava con sé quando faceva la spesa e se la teneva accanto – racconta la vicina –. Forse non avevano i mezzi per permettersi una badante, so che avevano fatto richiesta per avere un aiuto ulteriore dai servizi sociali, ma senza successo. Questo preoccupava molto il marito. Anna alla fine non riconosceva più nessuno – conclude –, una cosa che addolorava moltissimo il consorte».

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