Avrebbero costretto un’operaia dello stabilimento della Magneti Marelli di Beni Comunali di Crevalcore, che si era ferita con un trapano industriale mentre stava lavorando, a mettersi in malattia e a riferire di essersi fatta male a casa. Ad esempio mentre scolava la pasta. Tutto ciò per tutelare il nome dello stabilimento crevalcorese e per non perdere il premio di produzione. L’episodio risalirebbe a circa due anni fa, ma l’inchiesta si è conclusa ora, e vede protagonisti quattro italiani, tra i 40 e i 50 anni, dirigenti dello stabilimento che sono stati denunciati dai carabinieri della locale stazione, dopo...

Avrebbero costretto un’operaia dello stabilimento della Magneti Marelli di Beni Comunali di Crevalcore, che si era ferita con un trapano industriale mentre stava lavorando, a mettersi in malattia e a riferire di essersi fatta male a casa. Ad esempio mentre scolava la pasta. Tutto ciò per tutelare il nome dello stabilimento crevalcorese e per non perdere il premio di produzione.

L’episodio risalirebbe a circa due anni fa, ma l’inchiesta si è conclusa ora, e vede protagonisti quattro italiani, tra i 40 e i 50 anni, dirigenti dello stabilimento che sono stati denunciati dai carabinieri della locale stazione, dopo accertamenti coordinati dalla Procura di Bologna. Le accuse sono di estorsione, lesioni personali colpose, omessa valutazione dei rischi da parte del datore di lavoro e omessa formazione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro. A rivolgersi ai militari dell’Arma è stata la stessa operaia, 40enne italiana, che ha raccontato di essersi fatta male lavorando con un apparecchio risultato, come accertato dagli uomini della Benemerita assieme a personale specializzato, non a norma. Secondo quanto riferito dalla donna, e come poi ricostruito dai carabinieri, i quattro indagati, appurato personalmente dell’infortunio sul lavoro, avrebbero costretto la lavoratrice a mettersi in malattia e a dare una versione diversa dell’accaduto. Vale a dire quella di essersi fatta male a casa. Questo pur di non compromettere, secondo le accuse mosse, lo stabilimento che stava per essere visitato da un gruppo di ispettori, inviati dalla Casa madre della multinazionale, per valutare l’affidabilità e la produttività del sito industriale di Beni Comunali.

Visita che aveva lo scopo poi di elargire un premio produzione ai responsabili. All’operaia, i dirigenti, finiti nel mirino dell’inchiesta giudiziaria, dissero che l’avrebbero tutelata. Ma quando la lavoratrice si è accorta che rischiava il licenziamento per aver superato i giorni di malattia, quasi un anno, e di non avere recuperato la mobilità della mano, si è rivolta ai militari dell’Arma. E’ stata così eseguita un’ispezione nello stabilimento, e sarebbero emersi elementi che avrebbero confermato il racconto dell’operaia. Nell’ispezione sono risultati macchinari da lavoro irregolari, come quello usato dalla quarantenne. Sulla vicenda replica brevemente Magneti Marelli: "C’è un procedimento giudiziario in corso e abbiamo totale fiducia nell’operato della magistratura. L’approccio e lo spirito dell’azienda è ed è stato sempre improntato al rispetto delle norme e delle persone". Mentre il sindaco di Crevalcore, Marco Martelli, esprimendo la sua totale solidarietà all’operaia infortunata, dice: "Sono sconcertato per quanto è accaduto. Non è possibile che nel 2020 possano succedere fatti del genere. Si tratta di una vicenda gravissima. Chi ha sbagliato, se appurata la colpevolezza, dovrà assumersi le proprie responsabilità e fare i conti con la giustizia". I militari dell’Arma nell’occasione lanciano un appello invitando i lavoratori che hanno subito situazioni simili a farsi avanti e a denunciare i soprusi.

Pier Luigi Trombetta