Bologna, 6 agosto 2018 - Il sindaco Virginio Merola ha firmato l’ordinanza che riduce gli orari per l’uso delle slot e chi sgarra rischia una multa fino a 500 euro. Palazzo D’Accursio, in una nota, conferma il varo del provvedimento che individua le due fasce orarie giornaliere in cui le ‘macchinette’ possono restare accese, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, inclusi i giorni festivi.

La misura, spiega il municipio, "ha come obiettivo la riduzione dei fenomeni di abuso del gioco, vietandolo nei momenti della giornata maggiormente rischiosi in quanto meno soggetti al controllo della comunità e in particolare per la popolazione più a rischio, quella giovanile". L’ordinanza impone agli esercenti di staccare la spina agli apparecchi fuori dalle fasce orarie consentite o comunque di spegnerli singolarmente togliendo l’alimentazione elettrica, e di esporre in un punto ben visibile al pubblico un cartello contenente: gli orari di funzionamento degli apparecchi, formule di avvertimento sui rischi connessi alla pratica dei giochi con vincita in denaro e le sanzioni applicabili.

La violazione dell’ordinanza comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 100 euro a un massimo di 500 euro per ogni apparecchio acceso al di fuori degli orari massimi di funzionamento, secondo quanto previsto dal Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito, approvato nel maggio scorso dal Consiglio comunale.

I dati forniti dall’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche dell’Ausl, stimano attorno all’1,8 per 1.000 abitanti le persone affette da gioco d’azzardo patologico nel nostro territorio, mentre il numero di utenti assistiti dai Sert per problemi di disturbo di gioco d’azzardo patologico è aumentato dai 36 del 2011 ai 201 del 2017. Secondo i dati nazionali del Dipartimento Politiche Antidroga (Relazione al Parlamento del 2011), già nel periodo 2007-2008 i giocatori d’azzardo patologici erano l’1% della popolazione e quelli “problematici” al 5%, mentre attualmente si stima che i primi rappresentino il 7-10% della popolazione e quelli a rischio siano attorno al 10-18%.