Un dehor (foto repertorio)
Un dehor (foto repertorio)

Bologna, 7 dicembre 2016 - Dopo trenta mesi di attesa, confronti, riunioni e interventi per ridurre il più possibile il rumore, il dehors del Marsalino torna a respirare. Il Comune ha infatti deciso di sospendere, fino al 30 giugno del prossimo anno, il provvedimento con cui imponeva al locale di via Marsala la chiusura tassativa della sua area esterna alle 22, dopo che i tecnici dell’Arpae, nel maggio del 2014, avevano rilevato su richiesta di alcuni residenti il superamento del limite di decibel durante l’apertura del dehors.

Una vicenda che all’epoca aveva fatto molto scalpore, considerato che in altre zone del centro, come ad esempio via Petroni e dintorni, dehors ben più rumorosi sono sempre rimasti aperti fino all’una di notte. Da quel momento in poi è iniziata una lunga trattativa tra il titolare dell’osteria e il Comune per arrivare a una revoca del provvedimento. Negli anni il Marsalino ha adottato una serie di misure – tra gli ultimi, i pannelli fonoassorbenti installati sotto gli ombrelloni del dehors – per limitare il rumore prodotto dagli avventori del locale e vedersi accordato il permesso di riaprire l’area esterna fin oltre le dieci di sera.

Nel luglio di quest’anno è arrivata la richiesta formale in Comune per ottenere la revoca del provvedimento, motivata da una relazione tecnica che però ha lasciato diversi dubbi ai tecnici di Arpae. Si è così arrivati alla sospensione di due mesi della chiusura alle 22 (dal 15 settembre al 15 novembre), durante i quali Arpae avrebbe dovuto effettuare nuove rilevazioni.

Cosa però mai avvenuta, spiega Palazzo D’Accursio, per "ripetuta indisponibilità della famiglia residente a ospitare i tecnici" dell’agenzia, situazione verificatasi per due appuntamenti già fissati. Non essendo poi arrivati, in questi primi due mesi di sospensiva, proteste e segnalazioni da parte dei residenti di via Marsala, il Comune ha quindi deciso una "ulteriore sospensione temporanea" della chiusura alle 22 "fino al 30 giugno 2017", per poter permettere ad Arpae di fare quei rilievi "che non è stato finora possibile effettuare".