"La situazione è grave, siamo molto preoccupati come il sindaco e l’intera popolazione. Ma stiamo facendo di tutto per spegnere il prima possibile questo inaspettato focolaio". Maria Cristina Cocchi è la direttrice del distretto sanitario Pianura est ed è lei a tracciare il bilancio di questi giorni drammatici che sta vivendo l’ospedale di Budrio, nato come Covid free. I numeri. Rispetto a 19 casi di positività della scorsa settimana (15 pazienti, tra...

"La situazione è grave, siamo molto preoccupati come il sindaco e l’intera popolazione. Ma stiamo facendo di tutto per spegnere il prima possibile questo inaspettato focolaio". Maria Cristina Cocchi è la direttrice del distretto sanitario Pianura est ed è lei a tracciare il bilancio di questi giorni drammatici che sta vivendo l’ospedale di Budrio, nato come Covid free.

I numeri. Rispetto a 19 casi di positività della scorsa settimana (15 pazienti, tra cui uno morto, e quattro infermieri), i dati di ieri parlano invece di 26 degenti, 12 operatori e quattro visitatori. "Stiamo concludendo lo screening completo – spiega la dottoressa –, domani effettueremo gli ultimi tamponi. Speriamo che la conta non si sposti ancora". Dei 42 positivi, l’età media è di 66 anni (si va da 29 a 96), il 52% sono donne, qualcuno, "soprattutto i più anziani", è grave. Il focolaio è comparso poco più di una settimana fa, proprio nel giorno d’esordio della fase 2.

L’origine. Il paziente zero, secondo i primi accertamenti, sarebbe arrivato dall’esterno. "Un operatore o un visitatore – riprende Maria Cristina Cocchi –, escludiamo si sia trattato di un degente arrivato da altri ospedali". C’è molto rammarico e dispiacere, ma grande è la volontà e la forza di vincere il virus. "I nostri pazienti attuali sono negativi, mentre tutti i positivi sono stati immediatamente trasferiti tra l’ospedale di Bentivoglio e Villa Erbosa. Abbiamo diviso la Medicina in tre aree: la rossa con 11 pazienti negativi, la blu vuota dove è in corso la sanificazione, infine la lungodegenza con 12 persone". Fin dal primo giorno, le visite dei parenti sono state ridotte alle sole emergenze, "abbiamo cercato di fare di tutto per tenere fuori il virus". Ma qualcosa non è andato, c’è chi parla di un visitatore entrato da qualche parte evitando i controlli. Supposizioni, ma nessuna certezza.

L’obiettivo. "Per i visitatori positivi, – così ancora la dirigente – abbiamo subito attivato le inchieste epidemiologiche sui loro parenti. Intervistiamo i familiari due volte al giorno". Inoltre è stato attivato il sistema di allerta e tracciamento per i medici di Medicina generale i quali "avvieranno una sorta di sistema sentinella, come accade già con la normale influenza". L’obiettivo è uno solo: "Tombare questo focolaio".

Nicola Bianchi