Bologna, 21 febbraio 2015 - Lui ha 17 anni, vuole «il fisico». «Faccio body building, mi sono innamorato a forza di guardare i video su Youtube. Ho scaricato una dieta da Internet, voglio avere più muscoli. Cosa mangio? Molte uova, carne, poca pasta, niente pane. Se ho paura che mi faccia male? Sì, ma bisogna affrontare queste cose. E poi sono tranquillo, ho chiesto consiglio a mio cugino». Lei ha 14 anni, è alta 1,66, pesa 42 chili ma non è ancora soddisfatta della sua taglia 36. Così a volte «non mangio proprio, salto. Voglio stare nelle mie vecchie cose, i vestiti dell’anno scorso».
Gli adolescenti si confessano davanti alla nostra telecamera. Le ragazze sfilano su via Indipendenza, il pomeriggio subito dopo la scuola. Fanno shopping nei negozi d’abbigliamento a prezzi minimal e provano a tenersi in bilico tra due opposti, le tentazioni di McDonald’s e una taglia XS. Svelano un sogno che accomuna tutte le generazioni, il desiderio di un corpo perfetto. Perdere peso o avere bicipiti da fare invidia. Sempre strumenti di conquista, sono certi. Se va bene, si rivolgono a un dietologo. Ma molto spesso chiedono risposta alla rete, in solitudine.

I giovanissimi maschi sono ormai entrati negli studi di medicina che indagano sull’anoressia atletica o vigoressia, l’ossessione per le dimensioni dei muscoli e per l’esercizio fisico (anche questa, senza età). Fenomeno descritto nel 2013 dal ministero della Sanità in un focus sui disturbi dell’alimentazione. E confermato dall’ultima inchiesta sugli adolescenti firmata da Telefono Azzurro e Doxa Kids, a novembre. Coinvolti 1.500 giovanissimi dagli 11 ai 19 anni in tutta Italia
Tra le conclusioni: più di una femmina su due (53%) si mette a dieta; almeno 4 maschi su dieci (42%) sarebbero più felici se avessero più muscoli. Lo studio aggiunge che una ragazza su cinque ha pensato a un intervento chirurgico per migliorarsi. 
E in casa nostra? Nel questionario curato nel 2013 da Corecom e Psicologia di Bologna – distribuito a 3.000 studenti fra i 13 e i 15 anni e citato più volte in queste pagine, perché tra i pochissimi lavori ‘locali’ recenti – il 42,5% delle studentesse più grandi ammette di aver seguito una dieta per dimagrire.