Östlund: "Il cinema è al suo top" Il regista insegna a giovani filmaker

Realizzeranno venti cortometraggi in altrettante location cittadine. "Cerco le situazioni di fallimento"

Östlund: "Il cinema è al suo top"  Il regista insegna a giovani filmaker

Östlund: "Il cinema è al suo top" Il regista insegna a giovani filmaker

Ruben Östlund assicura: "Col mio prossimo film, The Entertainment System is Down, causerò la più grande fuga dalla sala nella storia del Festival di Cannes". In effetti proporrà una storia in cui i passeggeri di un aereo sono condannati a 17 ore di vita in analogico. Non deve essere male per i giovani filmaker che hanno iniziato da un paio di giorni a frequentare la Masterclass in regia dell’International Filmmaking Academy (con cui realizzeranno venti cortometraggi in altrettante location bolognesi) avere come master teacher proprio il regista di ’Forza maggiore’, ’The Square’ e ’Triangle of Sadness’, due volte Palma d’oro e presidente di giuria all’ultima edizione di Cannes. Schietto, empatico, totalmente contemporaneo, provocatorio con una causa, Östlund, 49 anni, è arrivato a Bologna "una città dove si sente subito un grande stimolo culturale legato all’università" per raccontare il suo cinema e metterlo in pratica con gli studenti. È spiazzante, il maestro svedese, nell’annunciare che "il cinema vive attualmente il suo momento più importante, per le tecnologie a disposizione, ma soprattutto per il cinema come luogo fisico, come teatro" dove si può avere "una riflessione su quello che c’è in maniera diversa rispetto al piccolo schermo di casa". E aggiunge: "In un cinema rischiamo che il nostro vicino ci chieda cosa ne pensiamo". Poi ancora un punto di vista audace: "Dai maestri impariamo tantissimo – ammette – ma il cinema deve essere coevo ai suoi tempi e quindi anche il contenuto deve cambiare e mostrare quello che è importante discutere in quel momento. Io non sono un nostalgico e un cinema può anche essere il luogo dove viene mostrato un episodio di Kim Kardashan". Rivela di aver scoperto la filmografia di Lina Wertmüller e di trovarla davvero nelle sue corde perché "propone una discussione sociale facendo ridere" e di essere ispirato sia dai maestri che dai video di youtube. Passione per la banalità: "Quelle circostanze in cui nulla accade ma tutto cambia". Sul suo cinema: "Guardando i miei film uno può avere la sensazione che io abbia un’ottica molto buia degli esseri umani, ma in realtà sono molto sociale, però non mi interessano le situazioni in cui siamo vincenti ma quelle in cui falliamo o facciamo cose che non vorremmo fare, mi interessano gli esperimenti sociologici". Oggi alle 19 Ruben Östlund terrà una conversazione al DamsLab e domenica 2 luglio introdurrà ’Triangle of Sadness’ all’Arena Puccini.

Benedetta Cucci