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10 mag 2022

P38, identificato uno dei membri. Chiusi i profili social della band

Stretta sul gruppo che inneggia alle Br. Si tratta di un ventisettenne che ha vissuto in città: non avrebbe legami con le realtà antagoniste locali. In Consiglio comunale FdI e Lega chiedono di ritirare l’affido dell’ex Centrale del latte a Crash

10 mag 2022
nicoletta tempera
Cronaca
Il video della band P38 girato all’interno del cimitero della Certosa, al centro di un esposto di Fratelli d’Italia
Il video della band P38 girato all’interno del cimitero della Certosa
Il video della band P38 girato all’interno del cimitero della Certosa, al centro di un esposto di Fratelli d’Italia
Il video della band P38 girato all’interno del cimitero della Certosa

Bologna, 10 maggio 2022 - Uno dei componenti della P38 ha già un nome e un cognome. Si tratta di un ventisettenne, originario di fuori regione, che per un periodo ha vissuto a Bologna. Nessun legame, al momento, è emerso con gli ambienti antagonisti cittadini, al di là della frequentazione recente dell’ex Centrale del latte, affidata dal Comune nel 2019 a Crash, dove la band si è esibita il 22 aprile scorso. A mettere questo primo punto fermo, nel giorno in cui ricorre il quarantaquattresimo anniversario dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani, nell’inchiesta che vede già indagati, da ignoti, i membri del gruppo che inneggia alle Brigate rosse, è stata la Digos di Bologna, che collabora nell’inchiesta condotta dai colleghi di Reggio. Leggi anche Il Comune: "Messaggi inaccettabili" Il caso della band è scoppiato proprio a Reggio, dopo che i P38 si sono esibiti, lo scorso primo maggio, al circolo arci Tunnel. Un’esibizione decisamente fuori luogo, che ha fatto sì che il gruppo si facesse conoscere ben oltre la sua nicchia di estimatori d’area. E non c’è voluto molto perché i testi delle canzoni, dai titoli più che evocativi (‘Renault’, ‘Nuove Br’, ‘Primo comunicato’) passassero dai banchi della politica, con prese di posizione di condanna bipartisan, ai tavoli della Procura, prima di Reggio e Pescara, poi di Bologna. Proprio su disposizione dell’autorità giudiziaria reggiana ieri sono state chiuse le pagine Facebook e Instagram riferibili alla band, mentre a Bologna Fratelli d’Italia ha presentato un esposto dove si chiede di indagare non solo per istigazione al terrorismo, ma anche per vilipendio alle istituzioni e alle tombe, dato che uno dei video del gruppo è stato girato alla Certosa. Leggi anche Concerto, verrà interrogato il presidente del circolo Arci In Consiglio comunale, intanto, sia FdI che la Lega hanno ...

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