Il ministro Toninelli (a sinistra) con il governatore Bonaccini (Dire)
Il ministro Toninelli (a sinistra) con il governatore Bonaccini (Dire)

Bologna, 16 aprile 2019 - La trattativa è chiusa. Continua l’intesa che nessuno s’aspettava tra l’attuale ministero dei Trasporti e la Regione Emilia-Romagna, che venerdì ha ricevuto dal Governo l’ok definitivo sul progetto. L’ipotesi ‘A evoluta’, quella che vuole a tre corsie la tangenziale (saranno 4 tra l’uscita 6 e la 8) con banchina da 50 centimetri e la corsia d’emergenza in autostrada (un tre più uno) e che era stata scelta e vidimata da viale Aldo Moro, è stata definitivamente abbracciata da Danilo Toninelli e il suo staff. «Sulla base della documentazione analizzata, è stata confermata la necessità di un potenziamento in sede del sistema autostradale tangenziale e si è condiviso – si legge nella lettera del Mit alla Regione – che la miglior soluzione sia quella ‘A evoluta’. Tale soluzione si configura infatti come un’ottimizzazione del progetto all’esame della Conferenza dei servizi che determina un consumo di suolo e una riduzione di costi».

La decisione è presa e ora il Governo è al lavoro sulla modifiche dell’accordo del 15 aprile del 2016, perché sarà «necessario sottoscrivere un atto aggiuntivo. Ironia della sorte, giusto tre anni fa. Il nuovo protocollo una volta stilato sarà sottoposto di nuovo alla Regione per la ratifica. Dovrebbe passare ancora qualche settimana e la prima seduta della Conferenza dei servizi potrebbe slittare al mese di giugno. Se queste tempistiche saranno confermate, i cantieri dovrebbero cominciare nel corso del 2020. Soddisfatto Raffaele Donini, assessore ai Trasporti e all’Urbanistica della Regione. «Il Governo ha mantenuto la parola data lo scorso 20 marzo – sottolinea Donini –, ora ci aspettiamo la convocazione della Conferenza dei servizi in tempi rapidi».

Il progetto del passantino prevede in tangenziale anche «piazzole, extraspazi garantiti da svincoli ravvicinati, anche per il transito dei mezzi di soccorso». Nell’esame del Mit spiccano le analisi costi-benefici a confronto tra la citata ‘A evoluta’ e la ‘A evoluta ridotta’, che nell’ultimo tratto di tangenziale tra la 11bis e la 13 restringeva a due corsie più banchina. Per il Governo la versione ridotta non convince, perché – si legge nella relazione – «nonostante la riduzione dei costi dell’opera, sia il rapporto costi-benefici sia il valore totale attualizzato (Vane) diminuiscono, a dimostrazione che la mancata realizzazione del potenziamento nell’ultimo tratto sottrae valore all’investimento». La ‘A evoluta’, si legge nel report, costerebbe circa 595 milioni di euro, con un -35% di consumo di suolo e una risposta alle «esigenze di tutale ambientale di area vasta. La cantierizzazione impatta di meno rispetto al progetto originario». Per il Mit le opere di adduzione valgono 94 milioni di euro, mentre solo le barriere acustiche salgono a 146. La soluzione ‘A evoluta’ infine persegue un’ottimizzazione dei costi architettonici e per la sicurezza in A14 segue un target di riduzione dei mortali del 50%.