La tangenziale di Bologna
La tangenziale di Bologna

Bologna, 1 febbraio 2019 - Prove di intesa sul Passante. Con la promessa, da parte del Ministero dei trasporti (Mit), di arrivare a una “soluzione definitiva” – cioè a un progetto finale – “entro metà febbraio”. Dopo il lungo braccio di ferro che ha causato un’impasse di mesi, la riunione tecnica di ieri, a Roma, ha avvicinato le posizioni di Autostrade e ministero. Autostrade, spiega una nota del Mit, “ha fornito gli approfondimenti richiesti su tutti gli scenari proposti dal ministero”. Cioè, come anticipato dal Carlino, sui tre progetti che il Mit propone come alternative – meno costose e meno impattanti – al cosiddetto Passante di mezzo. Si tratta di ipotesi che puntano a “snellire il traffico nel nodo di Bologna, ma con un minore consumo del suolo e una minore spesa”. Il risparmio, secondo il Mit, sarebbe “importantissimo, anche oltre la metà rispetto al progetto precedentemente in valutazione”.

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Secondo fonti romane, l’attenzione dei tecnici si concentrerà soprattutto su uno dei tre progetti proposti dal Mit. Si tratta dell’ipotesi più economica (il cosiddetto mini-Passante: 160 milioni, che salirebbero a 283 con le opere di mitigazione ambientale), che ‘allargherebbe’ la sede stradale soltanto dall’uscita 5 alla 9, tra lo svincolo Lame – ma la viabilità di servizio di fianco alla tangenziale partirebbe tecnicamente allo svincolo Arcoveggio – e il complesso nodo dalla 8 alla 9, Fiera-San Donato.

È lo scenario favorito dal ministero. Autostrade la definisce “soluzione scarsamente efficiente”: lascerebbe irrisolte le criticità sul 55% dell’arco tangenziale. Ma, essendo considerata la meno peggiore delle tre, Autostrade avrebbe accettato di lavorarci, apportando alcune modifiche migliorative. La soluzione che i tecnici riterranno più idonea – cioè quella che “maggiormente risponderà all’esigenza di decongestionare il traffico, ma senza costi esorbitanti e un impatto negativo sul suolo” – sarà vagliata dal ministro Danilo Toninelli, per poi essere “condivisa” con gli enti locali e tutti gli attori in campo.

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Si potranno quindi “avviare tutti i passaggi necessari per la realizzazione dell’opera”. Una tempistica che di fatto esclude la possibilità che venga convocata entro una settimana la Conferenza dei servizi, come da diffida inviata al Governo dalla Regione, d’intesa con Comune e Città metropolitana.

In parallelo, assicura il Ministero, “rimane comunque ferma l’intenzione di potenziare la rete ferroviaria e del Trasporto pubblico locale per decongestionare il traffico su gomma nel nodo di Bologna, spostandolo su modalità di trasporto più sostenibili”.