Mansura, 28 settembre 2021 - Seconda udienza per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell'università di Bologna in carcere in Egitto da quasi 20 mesi. Con immediato rinvio:  "Il processo di Patrick Zaki è stato rinviato al 7 dicembre", ha scritto su Twitter Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, aggiungendo: "Un rinvio lunghissimo, che sa di punizione. Quel giorno saranno trascorsi 22 mesi dall'arresto: 22 mesi di crudeltà e sofferenza inflitte a Patrick, ma anche di grande resistenza da parte sua".

Udienza lampo dunque a Mansura, sul delta del Nilo, dopo la prima udienza del 14 settembre. Lo studente si è presentato davanti alla Corte della Sicurezza dello Stato per i reati minori (o d'emergenza) di Mansura sua città natale.

Patrick Zaki, la sua professoressa: "E' necessario fare di più" 

Patrick Zaki

Anche la volta scorsa l'aggiornamento, dopo un'udienza di pochi minuti, fu annunciato verso le 15 ora locale e italiana.

In realtà sono stati gli avvocati di Patrick Zaki a chiedere un rinvio dell'udienza per avere il tempo di ottenere e studiare il fascicolo prodotto dall'accusa, confermano all'agenzia Dire fonti egiziane. La legale di Zaki Hoda Nasrallah spiega: finora "ci hanno presentato gli atti senza fornircene una copia o fotocopia ufficiale", ha aggiunto parlando davanti al Palazzo di Giustizia. "Abbiamo alcuni punti in mente ma per fare le memorie è necessario avere i documenti in mano in modo da poterli utilizzare in ogni punto, e finora questo non è stato possibile", ha detto ancora la legale. 
La legale ha parlato davanti al Palazzo di Giustizia di Mansura poco prima che Patrick venisse portato via su un furgone azzurro verso cui la sorella, alcuni attivisti e amici hanno urlato "sette dicembre, sette dicembre" per informarlo della scadenza che altrimenti lo studente non avrebbe avuto modo di apprendere per giorni. 

Zaki, 30 anni, quasi due dei quali trascorsi in detenzione cautelare, è arrivato stamani in manette nell'aula del tribunale di emergenza per la Sicurezza dello Stato, dove i giudici sono chiamati a pronunciarsi sui reati di diffusione di false notizie in Egitto e all'estero per un articolo sui diritti dei copti pubblicato nel 2019 su un sito web. Presenti anche amici e familliari del ricercatore, che prima dell'arresto frequentava un master all'Università di Bologna.


Le accuse fanno rischiare a Patrick 25 anni di carcere, secondo Amnesty International, o addirittura l'ergastolo, hanno sostenuto fonti giudiziarie egiziane.

Alla luce del rinvio al 7 dicembre del processo "la campagna per liberarlo continua. Proprio ora è in corso un presidio di fronte all`ambasciata d`Egitto", si legge sull'account Twitter di Amnesty Italia.