Perla sempre più in crisi: "Stop a pulizie e internet. Azienda in abbandono"

La denuncia dei sindacati: il gioiello dell’intimo è in agonia e senza futuro. E la proprietà diserta il summit convocato in Comune a Bologna .

Perla sempre più in crisi: "Stop a pulizie e internet. Azienda in abbandono"

Perla sempre più in crisi: "Stop a pulizie e internet. Azienda in abbandono"

Niente pulizie. Niente forniture. E presto addio anche alla connesione Internet. A ‘La Perla’, tempio dell’intimo di lusso che ha sede a Bologna, dopo oltre dieci anni di crisi, stipendi a singhiozzo e cambi di proprietà, il rischio è vedere i titoli di coda. Lo denunciano i sindacati, durante la commissione Attività produttive a Palazzo D’Accursio per un’udienza conoscitiva, poco prima della convocazione del tavolo al ministero delle Imprese e del made in Italy il 6 novembre a Roma. A Palazzo d’Accursio dovevano presenziare anche i vertici del fondo anglo-olandese Tennor, guidato dal finanziere tedesco Lars Windhorst, ma nessuno si è visto. Segno che la situazione per le 329 lavoratrici dell’azienda di lingerie resta in salita.

"O si trova una soluzione o questa è un’azienda persa", avverte la segretaria della Filctem-Cgil di Bologna, Stefania Pisani, infuriata per l’ennesimo sfregio "da parte di Tennor che ha disertato l’udienza conoscitiva". Le fa eco Mariangela Occhiali della Uiltec-Uil: "Aiutateci. Questo è un ‘sos’". La segretaria provinciale Pd, Federica Mazzoni, commenta l’assenza dell’azienda come "un fatto grave" e punta il dito contro il governo "in ritardo allarmante". Il tavolo al Mimit, convocato dal ministro Adolfo Urso, infatti, rischia di non essere risolutivo. "Siamo in ritardo con le collezioni del 2024. E se il 6 novembre non si trova una soluzione, rischiamo di dire addio al rilancio dell’azienda", spiega Pisani. Il resto è la cronaca di una lenta dismissione, mai dichiarata esplicitamente, ma realizzata nei fatti. Non solo la produzione è di fatto ferma da mesi, ma non è stata predisposta una collezione dopo l’ultima per la primavera-estate del 2021, nonostante il prossimo anno La Perla compirà 70 anni.

Nel frattempo nemmeno il contratto con Microsoft è stato onorato e presto potrebbe saltare Internet, con la conseguenza di veder venir meno le vendite dell’e-commerce. Non solo. Anche "il servizio di pulizie è stato sospeso perché non è stata pagata l’impresa che se ne occupa" e visto che in azienda non c’è igiene, "ci stiamo adoperando in autonomia", denunciano le sindacaliste. "È possibile anche la chiusura del servizio mensa. Ed è pure sparito il direttore generale senza comunicazione ufficiale", continua Pisani. A questo si aggiunge la mancanza di forniture interne e di materiale per realizzare le collezioni. Insomma, la proprietà "deve mettere i soldi e realizzare un piano industriale serio" o cedere La Perla "a un altro imprenditore", insiste la Filctem-Cgil.

Preoccupazioni espresse, dopo la visita di una decina di giorni fa della segretaria Pd, Elly Schlein, anche dal leader dem in Regione, Luigi Tosiani, ieri a La Perla con la responsabile regionale delle politiche per il lavoro del Pd, Simona Lembi: "La lotta per il futuro dell’azienda sarà parte del percorso che ci porterà alla manifestazione Pd dell’11 novembre in Piazza del Popolo a Roma".

Per l’altra vertenza ’gemella’, quella della Magneti Marelli di Crevalcore, l’appuntamento al ministero è fissato l’8 novembre. Prima, il summit in Regione lunedì 23 ottobre per "valutare l’evolversi di soluzioni industriali".

Rosalba Carbutti