Il gruppo di ragazzi in piazza Carducci: da mesi i residenti convivono con il caos
Il gruppo di ragazzi in piazza Carducci: da mesi i residenti convivono con il caos

Bologna, 21 settembre 2020 - Nella piazza su cui si affacciava ogni giorno il poeta premio Nobel Giosuè Carducci ora la notte le panchine si muovono. E i ragazzi si sfidano a petto nudo, tra urla di incitamento, come in un Fight Club in salsa bolognese. "L’estate dell’anno scorso qui giocavano a pallone e poi, con le casse bluetooth, sentivano la musica. C’era caos, ma era sopportabile. Quest’anno, dopo il lockdown, sembra che siano state aperte le gabbie e siano uscite le belve". A parlare è uno dei residenti delle abitazioni che affacciano su piazza Carducci. Dove, da qualche mese, "è vietato dormire". Questo perché, stando al racconto degli abitanti, che hanno anche avviato una raccolta firme per "far chiudere la piazza di notte o quanto meno ottenere che qualcuno venga a controllare", un gruppo di ragazzi ha fatto della piazza dove visse il poeta il proprio quartier generale notturno. "Hanno dai 17 ai 21, 22 anni. Arrivano intorno alle 23 e prima delle 3 o le 4 non se ne vanno", racconta il residente, che si fa portavoce del disagio di tutti gli abitanti della piazza.

"Vivo qui da due anni – spiega –. L’estate del 2019 c’era un po’ di rumore, ma alla fine la situazione era tollerabile. Quest’anno il lockdown deve aver fatto male a questi ragazzi, perché da maggio a oggi non abbiamo avuto una notte di riposo". La circostanza più grave, stando al racconto del residente, si è verificata la notte tra il 7 e l’8 settembre scorsi: "Ero in casa con mia moglie, eravamo andati a dormire da un po’. Poco prima di mezzanotte sono stato svegliato da urla fortissime. Mi sono affacciato e ho visto questi ragazzi, saranno stati 40 o 50. Erano posizionati in cerchio e, in mezzo a loro, c’erano due a petto nudo, che si sfidavano, prendendosi a calci e pugni. Dovevano essere tutti ubriachi o drogati, perché una volta finito il match, si sono lanciati verso il portone del museo Carducci. Ho temuto che lo sfondassero. Alcuni hanno anche tentato di scavalcare il cancello. Abbiamo chiamato i carabinieri, ma ci hanno detto che avevano tutte le macchine impegnate e non potevano mandare nessuno".

Quello che gli abitanti chiedono di evitare, a fronte dell’andazzo preso nella zona, è che "qui diventi come piazza Verdi. L’ipotesi non è tanto balorda, visto che non ci sono né controlli, né attenzione. Ho dovuto sollecitare io il Quartiere perché riavvitasse una panchina che era stata spostata temporaneamente per consentire dei lavori di riparazione. Beh... Quella panchina ogni notte finiva in un punto diverso della piazza, a seconda dell’uso che ne avevano fatto i ragazzi".