Bologna, 3 febbraio 2019 – «Ho chiesto subito l’intervento del Genio Ferrovieri di Castel Maggiore per iniziare già da adesso i lavori di ripristino dell’argine del Reno». Il prefetto Patrizia Impresa, dalla prima mattina di ieri, è stata impegnata nel centro di coordinamento soccorsi in Prefettura, con operatori del soccorso, forze dell’ordine, amministratori del territorio e Protezione civile per far fronte all’emergenza dovuta all’esondazione del Reno.  Il fiume Reno è esondato alle 9 di sabato mattina in città, a Borgo Panigale e al Navile, riempendo le case costruite a ridosso dell'argine fino al primo piano. Alla fine di una giornata campale dove, durante i soccorsi sono rimasti feriti anche sei carabinieri, il conto degli sfollati tra Bologna, Argelato e Castel Maggiore è di 160 persone. L'allerta della Protezione civile, fin da venrdì sera era arancione. E la macchina dei soccorsi, coordinata dalla Prefettura, si è mossa per tempo. Ma la prevenzione non ha potuto evitare che la natura facesse il suo corso.   

AGGIORNAMENTO Alluvione, il giorno dopo: la conta dei danni

Prefetto, quanto è grave la situazione?

«In questo momento, abbiamo soccorso circa 50 persone sfollate a Bologna, 50 a Castel Maggiore e 60 ad Argelato. A Borgo Panigale la maggior parte dei residenti in serata ha potuto far rientro a casa: ci sono ancora delle sacche di criticità, ma la situazione è sotto controllo».

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Come avete gestito questa giornata?

«Prima organizzando un piano di soccorso, per garantire la messa in sicurezza di tutte le persone coinvolte dall’alluvione, poi attraverso servizi antisciacallaggio, garantendo la vigilanza delle abitazioni evacuate».

Fuori dalla cinta bolognese, è stata Castel Maggiore a pagare il prezzo più alto ieri...

«Domattina (oggi, ndr) sarò a Castel Maggiore, incontrerò il sindaco e pianificheremo le strategie migliori per superare al più presto questo momento, supportandolo nelle iniziative che vorrà intraprendere. Intanto, ho già chiesto l’intervento dell’esercito, per ripristinare i circa trenta metri di argine franati».

Anche i carabinieri sono rimasti coinvolti nell’esondazione.

«Stavano soccorrendo delle persone e si sono attardati nell’allontanarsi, mentre l’acqua avanzava. Hanno lavorato senza pensare al loro pericolo».

Sul fronte meteo, cosa ci aspetta per le prossime ore?

«L’allerta è sempre arancione ed è prevista ancora pioggia. La sala operativa rimarrà aperta ventiquattr’ore per gestire tutte le criticità che si presenteranno».

Quello che è successo era prevedibile?

«I calcoli non sono sempre attendibili. Ma la pericolosità idrogeologica del nostro territorio, dovuta anche a interventi umani del passato, che troppo spesso hanno modificato il corso dei fiumi e delle acque, è un dato di fatto. E a volte la natura si riprende i suoi spazi».