L'assessore al Bilancio Davide Conte
L'assessore al Bilancio Davide Conte

Bologna, 22 novembre 2019 - In un recente incontro tra amministratori di tutta Italia, l’assessore al Bilancio, Davide Conte, è stato fermato da un suo collega di una grande città. Colpito – in prima persona – dall’efficienza di Palazzo d’Accursio: "Noi non riusciamo nemmeno a inviare le notifiche, voi mi avete pignorato il conto corrente per una multa...". Tutto vero.

Solo nei primi 10 mesi del 2019 il Comune ha messo in atto circa 9mila azioni di recupero dell’evasione direttamente alla fonte di reddito dei contribuenti in ritardo con i pagamenti: ovvero bloccando parte degli stipendi, prelevando direttamente dai risparmi in banca o dalla riscossione del canone di eventuali affitti. Ecco perché l’amministrazione guarda con favore alle novità annunciate dalla manovra del Governo che – se verranno confermate – snelliranno di molto queste procedure. Oggi, infatti, i tecnici del settore Entrate lavorano in maniera meticolosa, ma allo stesso tempo ‘artigianale’. 

Sostanzialmente la procedura è questa. Di fronte al mancato incasso di un verbale o di una tassa comunale, scatta prima l’accertamento esecutivo, quindi – se il pagamento viene ancora una volta ignorato – un’ingiunzione. Solo allora, si passa all’atto di forza nei conti correnti e nelle fonti di reddito. Con le nuove norme, invece, i passaggi si ridurranno a uno solo, con un notevole risparmio di tempi e costi. C’è, però, un altro aspetto che preme molto a Palazzo d’Accursio. Ovvero, l’accesso alle banche dati dei conti correnti. L’auspicio è che il Governo metta nero su bianco la possibilità di utilizzare i database dell’Agenzia delle Entrate che oggi, per motivi di privacy, è molto restìa a concedere. Per questo, il Comune fino a oggi si è praticamente costruito una propria banca dati parallela, sfruttando tutte le carte in mano a un ente amministrativo: dunque, recuperando Iban e altri contatti da quei contribuenti che lo hanno fornito per accedere a servizi come le mense o i nidi, per esempio, o utilizzando altre liste pubbliche. Ovviamente, tutto nel rispetto delle leggi, ma è ovvio che un chiarimento del legislatore nazionale aiuterebbe e semplificherebbe questo delicato passaggio. Anche perché, a guardare i dati, la riscossione tramite conto corrente rende molto, e si rivela assolutamente più efficace dei metodi classici. 

Da gennaio a ottobre i pignoramenti verso terzi sono stati 9.804 per una cifra totale di oltre 11 milioni di euro che il Comune conta di recuperare. A oggi ne sono stati arrivati poco più di 2 milioni, ma il dato si riferisce fino a giugno, dunque è ipotizzabile che a fine 2019 sia almeno raddoppiato. La previsione è quella di riportare a casa circa il 20% del dovuto.  Di questi 9.800 atti, il 58% ha visto interventi direttamente sugli stipendi: in concreto, il Comune intima al datore di lavoro di trattenere la cifra non pagata e di girarla all’amministrazione, pena la citazione in giudizio. Il resto, invece, riguarda azioni nei conti correnti: il 38% bussando alle banche (27% di successo), il 4% su eventuali canoni di affitto riscossi (24% di successo) e una piccola parte anche sui compensi dei collaboratori in stile partita Iva (31% di successo). 

I pignoramenti dai conti correnti, in tutto 4.000, ammontano a 5 milioni di euro, con una percentuale incassata del 30%: un ‘tesoretto' pari a 1,5 milioni.