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19 gen 2022

Bologna, poliziotto e finanziere No vax indagati "Bloccarono l’attività all’hub vaccinale"

Il procuratore Amato ha iscritto il vicequestore Giuseppe Accroglianò e il brigadiere Lucio Ferri per interruzione di pubblico servizio

nicoletta tempera
Cronaca
Il procuratore Giuseppe AmatoL’hub vaccinale in Fiera, dove si è presentato a inizi gennaio il brigadiere della Guardia di finanza
L’hub vaccinale in Fiera, dove si è presentato il brigadiere della Guardia di Finanza

Bologna, 20 gennaio 2022 - Un funzionario di polizia e un sottufficiale della Guardia di finanza. Entrambi sospesi dal servizio. E da ieri entrambi iscritti nel registro degli indagati, per interruzione di pubblico servizio negli hub vaccinali della Fiera e di Casalecchio. Del vice questore Giuseppe Accroglianò, difeso dall’avvocato Alessandro Ariemme, che prima della stop ricopriva il ruolo di vice dell’ufficio Volanti, si è già riferito: il poliziotto, lo scorso 4 gennaio, si era presentato all’hub di Casalecchio, accompagnato da un avvocato, e, al momento di affrontare l’anamnesi con uno dei medici impegnati nella campagna di vaccinazioni anti-Covid aveva iniziato a porre domande su domande, finché insoddisfatto delle risposte ricevute (anche da parte della responsabile di tutta la rete di centri vaccinali dell’Ausl, contattata appositamente) aveva chiamato i carabinieri.

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Per quanto riguarda il finanziere, il brigadiere cinquantenne Lucio Ferri, il copione è stato quasi identico, ad eccezione di pochi particolari. Il militare, a ridosso della stessa data, si è presentato, con regolare appuntamento, all’hub in Fiera. Lui era però solo, senza avvocato al seguito. Ma ha comunque messo in atto la stessa ‘strategia’ fatta di domande a raffica che solitamente si concludono con la richiesta che venga messa per iscritto la presunta incompetenza dei medici vaccinatori. E per ‘cristallizzare’ la scena, aveva chiamato la polizia. "Molte delle domande rivolte ai medici del triage sono prese da internet – aveva spiegato Luciana Prete, dirigente del dipartimento Igiene dell’Ausl –, da qualche gruppo social e non hanno nulla a che vedere con la scienza".

E dopo tanto parlare, il risultato ottenuto era stato solo quello di creare disagi ai cittadini in fila per la vaccinazione e al personale dell’Ausl al lavoro. Sia Accroglianò che Ferri erano poi stati sospesi dal servizio, senza stipendio, né contributi, in applicazione della normativa che obbliga gli appartenenti alle forze dell’ordine a sottoporsi a vaccino, entrata in vigore il 15 dicembre.

Sulla vicenda, come già raccontato dal Carlino , si era subito mossa la Procura, con il procuratore Giuseppe Amato che aveva preso in mano personalmente la faccenda, aprendo un fascicolo per far luce sulle condotte "strumentali", come puntualizza il numero uno di via Garibaldi, poste in essere da i due operatori delle forze dell’ordine. Da ieri formalmente iscritti nel registro degli indagati, "per la rilevanza – sottolinea il procuratore – che la vicenda assume in questo contesto emergenziale".

L’Ausl, da parte sua, aveva già annunciato l’intenzione di sporgere querela di parte per i ritardi e i disagi che pazienti e personale avevano dovuto subire a seguito dei due episodi. "Abbiamo già fornito le relazioni al nostro ufficio legale – spiega il direttore generale dell’Ausl Paolo Bordon –, che adesso si occuperà della faccenda. La Procura avrà in ogni caso la nostra massima collaborazione e il nostro sostegno nello svolgimento delle indagini. Speriamo infatti che questi incresciosi episodi, che danneggiano in primo luogo i cittadini, non si ripetano più. In questo caso specifico, poi, il fatto che chi ha posto in essere queste azioni indossi una divisa rappresenta, a mio avviso, un’aggravante".
 

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