Legambiente non si arrende e per contrastare la realizzazione di un polo logistico ad Altedo, oltre a vagliare azioni legali, punta soprattutto ad aggregare contro il progetto le associazioni agricole perché si rischia di perdere terreni fertili fra cui una storica risaia. Non solo, l’associazione ambientalista avverte la Città Metropolitana e i sindaci interessati: "Esiste da sempre un vincolo paesaggistico su quei terreni e le condizioni per cui è stato previsto sono attualmente valide. Per toglierlo ci deve essere una motivazione e chi si assume questa responsabilità dovrà fare i conti con noi" Il...

Legambiente non si arrende e per contrastare la realizzazione di un polo logistico ad Altedo, oltre a vagliare azioni legali, punta soprattutto ad aggregare contro il progetto le associazioni agricole perché si rischia di perdere terreni fertili fra cui una storica risaia. Non solo, l’associazione ambientalista avverte la Città Metropolitana e i sindaci interessati: "Esiste da sempre un vincolo paesaggistico su quei terreni e le condizioni per cui è stato previsto sono attualmente valide. Per toglierlo ci deve essere una motivazione e chi si assume questa responsabilità dovrà fare i conti con noi"

Il presidente di Legambiente regionale Lorenzo Frattini e il referente locale Luca Girotti sanno che gli ostacoli non mancano: "Le cause legali spesso sono inefficaci, perché alla fine questi progetti devono essere fermati dalla politica. Sono i politici che devono capire l’errore e fare dietrofront". Frattini e Girotti sollevano dubbi sulla convenienza economica del progetto: "Il soggetto proponente, l’immobiliare Aprc, ha presentato lo stesso progetto a Vercelli, poi naufragato perchè non è stato trovato un cliente interessato a realizzare un polo logistico. Anche in quel caso si parlava di 1.500 posti di lavoro. Sulla ricaduta occupazionale, inoltre,, esprimiamo forti dubbi: nel settore logistico il precariato è la normalità con subappalti diffusi e in futuro questo settore sarà perlopiù automatizzato con robot e altro. Servono garanzie sull’occupazione reale. L’unica certezza è che il terreno agricolo diventerà edificabile aumentando di valore".

Le critiche al progetto sono innumerevoli: "Il polo logistico di 73 ettari rappresenta una scelta e una visione di sviluppo del tutto superata. L’unico risultato è che aumenteranno l’inquinamento e il traffico su gomma. Senza contare le mancate politiche di riuso delle aree dismesse". Il sindaco di Malalbergo Monia Giovannini replica a Legambiente: "Credo fermamente che nel 2020 chi è chiamato a rispondere alle esigenze diffuse dei cittadini, bisogno di lavoro e necessità di tutelare l’ambiente, debba trovare una risposta costruttiva e sfidante. È facile dire no a qualsiasi cosa. È ben più complesso raccordarsi tra istituzioni, associazioni, sindacati e privati per trovare soluzioni e progettare insieme il futuro dell’area metropolitana. Siamo impegnati dalla Regione alla Città metropolitana a garantire che gli insediamenti produttivi rispettino standard elevati dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dei livelli di occupazione".

"Il nuovo polo di Altedo – conclude Monia Giovannini – , in fase di progettazione, rientra largamente nel 3% assegnato alla Città metropolitana ed è di fatto il primo progetto che crea il fondo perequativo metropolitano. Cioè il 35% del contributo straordinario che entrerà nelle casse di Malalbergo sarà devoluto alla Città metropolitana affinché lo ridistribuisca ai comuni più fragili e con meno possibilità. Credo che l’intero ambito della pianura est abbia finalmente la possibilità di attingere ad una offerta di occupazione unica: 1.500 posti di lavoro".

m. r.