Una ragazza sotto al portico di via Irnerio
Una ragazza sotto al portico di via Irnerio

Bologna, 6 luglio 2020 - La manutenzione sui 42 chilometri di portici di Bologna, passerà dal frontista al Comune? Nel caso, quanto peserebbe sul bilancio di Palazzo d’Accursio? E quante cause rischierebbe di dovere ’combattere’? Domande, tante, che il decreto di archiviazione del giudice Alberto Ziroldi arrivato venerdì, ha fatto emergere creando più di un grattacapo lungo i corridoi degli assessorati al Bilancio, alla Tutela e riqualificazione della città e alla Sicurezza urbana.

La pronuncia del gip, del resto, parla chiaro: l’amministratore di condominio di via Augusto Righi, indagato nel 2018 per lesioni stradali gravi dopo la caduta in una buca dei portici di una 64enne, non è responsabile penalmente, rigettando anche la particolare tenuità chiesta dalla Procura. "Tuttavia – scrive il giudice – i portici sono soggetti a servitù di uso pubblico in quanto adibiti a pubblico passaggio" e chi è "tenuto – qui la novità – a custodia, manutenzione e relativa pavimentazione, è solo il Comune".

In attesa. Contro l’atto di archiviazione, il Comune oggi non può fare nulla, non essendo parte in causa. Lo può diventare solo di fronte ad un’azione della signora vittima della caduta, tra l’altro già annunciata. La quale potrebbe agire su un doppio binario: civile, chiedendo un risarcimento danni. Penale, rivolgendo la stessa segnalazione all’autorità giudiziaria ma questa volta verso il rappresentante comunale, chiedendone l’affermazione di responsabilità e facendosi forza sul decreto del gip. 

Bilancio. I guai veri, però, potrebbero essere ben altri e cioè che "manutenzione", "custodia" e "pavimentazione" traslochino nel bilancio istituzionale. Un’ipotesi, al momento, sia chiaro. Ma se dovesse verificarsi – già una sentenza civile del 2014 affermò che la negligente cura dei portici era di pertinenza "solo e soltanto del Comune" – sui conti dell’anno prossimo si verificherebbe un impatto non da poco. 

Luce e pulizia. Oggi, dalle casse di Palazzo, escono già centinaia di migliaia di euro per illuminazione e pulizia dei portici, mentre gli interventi manutentivi sono a carico dei privati, come recita un bando datato 1288 che lasciò loro "l’onere del mantenimento". Andrebbe previsto un capitolo di spesa ad hoc e l’approccio sarebbe simile a ciò che avviene per le strade: si interverrebbe per priorità. C’è una buca, interviene e paga il Comune. "Aspettiamo di leggere le carte", l’unica risposta ufficiale arrivata dai piani alti di Palazzo d’Accursio.