Un polmone verde che all’improvviso compare tra le strette vie della zona universitaria cittadina. Con due fiori rossi svettanti, i luminosi Maxxi Poppy di Viabizzuno, questo quadrato di prato di più di 300 metri quadrati arriva in piazza Rossini proprio di fronte al Conservatorio. Non è una novità per la zona, che già l’anno scorso durante la Design Fashion Week era stata decorata da un altro prato nello stesso punto. Nonostante ciò, lo stupore dei passanti è evidente. Tutti quelli che passeggiano lungo via Zamboni infatti non possono che essere...

Un polmone verde che all’improvviso compare tra le strette vie della zona universitaria cittadina. Con due fiori rossi svettanti, i luminosi Maxxi Poppy di Viabizzuno, questo quadrato di prato di più di 300 metri quadrati arriva in piazza Rossini proprio di fronte al Conservatorio. Non è una novità per la zona, che già l’anno scorso durante la Design Fashion Week era stata decorata da un altro prato nello stesso punto. Nonostante ciò, lo stupore dei passanti è evidente.

Tutti quelli che passeggiano lungo via Zamboni infatti non possono che essere attratti da questo "mini-giardino" tra le pietre, ancora transennato dai lavori in corso. In molti si fermano, buttano un occhio dentro scostando la rete arancione. Non manca chi tira fuori la macchina fotografica e chi, invece, si ferma a leggere i pannelli che descrivono il progetto. Temporaneo. Ma cosa pensano le persone che frequentano la zona? "Esteticamente è molto carino – sottolinea Antonella Pensabene in sella alla sua bicicletta –. Tuttavia, non so quanto possa essere frequentato in questo periodo, soprattutto alla luce delle regole di distanziamento anti Covid da rispettare".

Dello stesso parere anche un residente che si sofferma a osservare cosa si nasconde dietro la recinzione arancione.

"Io praticamente vivo di fronte a piazza Rossini e penso che sia un’iniziativa carina, mi ricordo quando l’avevano proposta lo scorso anno – commenta Ugo Russo, intento insieme all’amico Alberto –. Però, sono un po’ dubbioso sul tempismo. Non so se fosse il caso di riproporla proprio ora. Il rischio è che adesso, vista la situazione in cui ci troviamo, o sia sottoutilizzata o che si creino degli assembramenti. Rimane però veramente bello vederla dall’alto".

Altri assidui frequentatori della zona si dicono invece entusiasti di questa idea: "Noi che andiamo al Conservatorio apprezziamo veramente molto l’idea di avere uno spazio verde proprio all’uscita delle lezioni. Sicuramente trovarsi di fronte un prato è più piacevole che dei parcheggi – raccontano Simone, Sergio e Vincenzo, tutti e tre membri del Coservatorio, con i loro strumenti in spalla –. Sarebbe molto bello poterci anche suonare, senza che nessuno si lamenti del rumore".

Anche Serena e Chiara, due giovani e sorridenti ragazze a passeggio per via Zamboni, sono molto contente di questa istallazione: "Sono bellissimi quei fiori illuminati di notte, è un colpo d’occhio veramente impressionante. Vedere questo prato in mezzo alle pietre porta con sé una sensazione quasi di freschezza e con questo caldo è piacevole. Pensiamo che anche il posto scelto per l’istallazione sia adatto, questa zona così si migliora un po’. In un ambiente già di per sé verdeggiante come anche solo piazza San Francesco si sarebbe perso, qui invece aiuta a migliorare l’immagine del quartiere".

Giulia Bergami