Studenti universitari
Studenti universitari

Bologna, 23 settembre 2014 - La citta' di Bologna (e il suo Ateneo) sono la meta preferita in Italia degli studenti Erasmus, che per stare sotto alle Due Torri sborsano di affitto tanto quanto pagherebbero a Madrid. A segnalarlo e' il Centro studi del portale Casa.it, che ha fatto un confronto fra 13 citta' italiane sedi di Universita' con altrettante mete per studenti in Spagna, Francia e Germania. I circa 24.000 universitari italiani che nel 2013 sono partiti in Erasmus, si legge nel comunicato, hanno preferito la Spagna, in particolare Madrid, Granada, Barcellona e Valencia. Seguono la Germania, con Berlino, Bonn, Francoforte e Amburgo, e la Francia con Parigi, Grenoble, Tolosa e Montpellier. All'inverso, "Bologna primeggia nelle preferenze degli studenti che da tutta Europa arrivano in Italia in Erasmus, tenendo a debita distanza Padova, Firenze e Roma".

La nota dolente e' il costo della vita a Bologna e nelle altre citta' universitarie italiane. Per un bilocale da 70 metri quadri vicino all'Ateneo, dunque in centro, in Italia si paga infatti mediamente di piu' che in Spagna o in Francia. Roma (1.300 euro al mese) e Milano (1.200 euro) sono le citta' piu' care per gli studenti Erasmus, sopravanzate solo da Parigi, dove per un bilocale in centro si arriva a spendere anche 1.850 euro al mese. Lo stesso appartamento in centro a Bologna costa invece in media 950 euro al mese, lo stesso che a Madrid. Gli affitti di Firenze e Torino, invece, sono pari a quelli di Francoforte (850 euro), mentre Pisa e' sullo stesso piano di Barcellona e Tolosa (750 euro).

Secondo il centro studi del portale Casa.it, inoltre, le citta' italiane sono anche agli ultimi posti dal punto di vista dei tempi di attesa per la firma del contratto: non meno di tre mesi in media, al contrario dei 30-60 giorni che servono in Spagna, Germania e Francia. "Anche se in un quarto di secolo il programma Erasmus ha agevolato la mobilita' e l'acquisizione di esperienze all'estero da parte degli studenti, nel nostro Paese non sono venuti meno i fattori culturali, di comodita', ma soprattutto economici che restringono la scelta del percorso di studi all'offerta dell'ateneo piu' vicino ai luoghi di residenza- afferma Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it- questo stato di cose, ulteriormente acuito dalla recessione, finisce per penalizzare i sacrifici dei ragazzi e delle rispettive famiglie perche' nasconde le alternative fattibili in Italia e in Europa, mentre assicura continuita' all'economia sommersa degli affitti, subaffitti e contratti di locazione irregolari".