L’esterno del MediaWorld (Cardini)
L’esterno del MediaWorld (Cardini)

Bologna, 7 maggio 2015 - Un presidio dei lavoratori MediaWorld è questa mattina a Bologna sotto l’Hotel Nh de la Gare «dove si sta discutendo del futuro occupazionale di circa 8.000 dipendenti ad un tavolo al quale l’azienda ha ammesso soltanto i sindacati a lei graditi». Lo scrive l’Usb, unione sindacale di base, secondo cui la catena di elettronica ha annunciato la chiusura di sette punti vendita (Nola, Napoli, Roma, Genova, Milano, Binasco e Settimo Milanese), mettendo a rischio circa 907 posti di lavoro.

«Mentre da un lato progetta nuove aperture dal nord al sud del Paese, dall’altro MediaWorld dichiara chiusure ed esuberi che impatteranno sulle condizioni materiali di donne e uomini a cui si prospetta un futuro di disoccupazione - spiega Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Usb Lavoro Privato -. Sono questi i mirabolanti effetti delle liberalizzazioni e del Jobs Act?». «Non vorremmo che le aziende stessero procedendo a licenziamenti di massa - è la sua conclusione - per poi riassumere ex novo, beneficiando dei grandi vantaggi messi a disposizione dal Governo agli imprenditori».