Manifestazione degli ambientalisti alla croce di vetta di Punta Sofia
Manifestazione degli ambientalisti alla croce di vetta di Punta Sofia
Un presidio per ribadire la posizione di netta contrarietà alla nuova seggiovia sul Corno alle Scale. Domani mattina (ore 9.30) al Rifugio Cavone il comitato "Un altro Appennino è possibile", composto da varie associazioni tra le quali vi sono il Cai dell’Emilia-Romagna, Legambiente e Wwf illustrerà i motivi della sua opposizione all’infrastruttura voluta dalla Regione Emilia Romagna e che serve anche per abbattere le barriere architettoniche e consentire ai disabili di raggiungere il lago Scaffaiolo. Nel corso della...

Un presidio per ribadire la posizione di netta contrarietà alla nuova seggiovia sul Corno alle Scale. Domani mattina (ore 9.30) al Rifugio Cavone il comitato "Un altro Appennino è possibile", composto da varie associazioni tra le quali vi sono il Cai dell’Emilia-Romagna, Legambiente e Wwf illustrerà i motivi della sua opposizione all’infrastruttura voluta dalla Regione Emilia Romagna e che serve anche per abbattere le barriere architettoniche e consentire ai disabili di raggiungere il lago Scaffaiolo.

Nel corso della giornata ci saranno animazioni e narrazioni, oltre a interventi di guide ambientali e naturalisti sugli ecosistemi protetti del più alto promontorio bolognese ed è previsto alle 12.30 l’arrivo al lago Scaffaiolo. "Se solo pensiamo – spiega il presidente del Cai regionale Massimo Bizzarri – agli oltre 200 impianti sciistici al di sotto dei 2000 metri che tra le Alpi e gli Appennini sono completamente abbandonati, se pensiamo a quanto in questi ultimi anni si è detto a livello mondiale sulla decarbonizzazione e sulla necessità di ridurre gli sprechi, l’invito ad utilizzare le risorse con oculatezza e nel rispetto della natura, di cui facciamo parte e non ne siamo i padroni, e poi vedersi in prima pagina riproposte soluzioni che nulla di ecosostenibile hanno, lascia l’amaro in bocca". In questa contrapposizione con la Regione il comitato ha messo a segno un punto a suo favore. Gli amministratori e i dirigenti di via Aldo Moro ritengono che quest’opera possa essere realizzata senza valutare l’impatto ambientale che la struttura potrebbe avere e su questo punto il Consiglio di Stato nutre qualche dubbio tanto che, accogliendo le istanze di "Un altro appennino è possibile", ha disposto che il Tar si occupi dell’approfondimento dei motivi per cui si ritiene non necessaria questa valutazione.

La tesi della Regione e del Comune di Lizzano in Belvedere è che si tratti di ammodernamento di una struttura già esistente e non della costruzione di una nuova opera. "Noi montanari – spiega il sindaco di Lizzano Sergio Polmonari – abbiamo tutto il diritto di continuare a vivere sui nostri monti e per questo abbiamo bisogno di sviluppare questi progetti che si traducono in lavoro. Non accettiamo lezioni da chi vive in città e pretende di dettare le sue regole nei territori che frequenta per passatempo. Abbiamo sempre avuto rispetto dei nostri ambienti e anche questa opera va in quella direzione". La seggiovia contestata, stando al piano imprenditoriale dei nuovi gestori del Corno alle Scale funzionerebbe dal primo ottobre all’8 dicembre di ogni anno per le opere di manutenzione.

Massimo Selleri