Bologna, 14 settembre 2020 - Non ci sono più dubbi, ora è ufficiale: la scuola è ricominciata (foto). Questa mattina, infatti, sono stati 116.957 gli studenti bolognesi che si sono lasciati guidare dal suono della campanella, tra gioie e insicurezze. Un ‘primo giorno’ senza precedenti, in una scuola molto diversa da come l’avevamo lasciata a fine febbraio. Insomma, si tratterà del primo vero banco di prova per la ripartenza, dopo gli amari giorni della pandemia, ma soprattutto per valutare l’efficacia delle misure di prevenzione che i vari istituti hanno adottato negli ultimi mesi per cercare di contenere al minimo i rischi di contagio da Coronavirus.

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Tra le tante novità che riserva il nuovo anno scolastico, c’è anche il taglio del nastro dell’attesissimo triplice istituto al padiglione 34 della Fiera e firmato dall’archistar Mario Cucinella. Primo e unico caso sperimentale in Italia di utilizzo di uno spazio fieristico per il ritorno a scuola nel post lockdown legato alla pandemia, il padiglione dal nome ‘La scuola in Fiera’ si estende su 10mila metri quadri che, da oggi, accoglieranno a ben 1.600 studenti suddivisi tra 26 classi del Minghetti, 26 del Sabin e 18 del Sirani, la parte ‘sociale’ dell’Iis di via Saragozza.

Ed è proprio da viale Aldo Moro che arrivano già le primissime impressioni (video). Davanti all’ingresso genitori e ragazzi attendono l’ora ‘x’: c’è una mamma che si raccomanda con il figlio di prestare attenzione, ma c’è anche un gruppo di ragazze, le più grandi del liceo Minghetti, visibilmente felici di poter rientrare in classe. “Siamo finite qui in Fiera e ci dispiace non essere più nella nostra sede centrale, ma soprattutto perché siamo l’unica quinta del nostro istituto che è stata mandata qui - racconta Olivia Scagliarini, affiancata dalle sue amiche nonché compagne di classe Margherita Della Penna, Eleonora Fabbri e Francesca Paris -. Per il resto, speriamo che vada tutto bene. Siamo fiduciose”.

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Anche Donatella Iacondini, responsabile del nuovo plesso Minghetti in Fiera, è fiduciosa: “Siamo stanchi ma molto emozionati - racconta -. Il nostro obiettivo è stato quello di riavere tutti i ragazzi in classe insieme: sarà una bella scommessa, ma cercheremo di usare tutte le misure di precauzione necessarie a cui oramai ci siamo abituati, perché la scuola ha bisogno della presenza. Un presenza che è mancata, e non solo ai ragazzi”. E dopo l’appello, tutti in classe.

Un ‘in bocca al lupo’ speciale arriva proprio dal presidente della Regione Stefano Bonaccini (video), giunto nel nuovo polo scolastico per l’inaugurazione: “La riapertura delle scuole è un momento fondamentale per tutte le nostre comunità - afferma -. La scuola rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per le famiglie e i ragazzi: non solo lezioni e insegnamento, ma soprattutto socialità e confronto. Chiuderle è stata una decisione dolorosa, ma necessaria, di fronte a una pandemia senza precedenti. Ci ha ricordato che di scontato non c'è nulla e quanto sia importante che il rapporto insegnanti e studenti avvenga di persona e non di fronte a uno schermo. Dunque, riaprire oggi, in sicurezza, rappresenta un passo in avanti ineludibile, che ci richiama tutti alla massima responsabilità. È stato un lavoro difficile, che ci ha tenuto occupati 24 ore al giorno nelle ultime settimane e voglio ringraziare per la collaborazione l'Ufficio Scolastico Regionale, i sindacati, le aziende di trasporto, il personale sanitario e i genitori. Abbiamo lavorato insieme per un obiettivo comune, come siamo abituati a fare in Emilia-Romagna. Adesso rispettiamo le norme di sicurezza e restiamo uniti di fronte alle prove che ci metterà davanti questa nuova sfida. Buona scuola a tutti”.

“Oggi è un giorno importante - è il commento del sindaco metropolitano Virginio Merola -, perché anche grazie a questa innovativa operazione siamo riusciti a dare uno spazio e un banco a tutti i nostri studenti e alle nostre studentesse, pur in una situazione complessa come questa. E’ una cosa non scontata". Un saluto che arriva dal cuore e che trasuda di grande orgoglio, è quello dell’ideatore Mario Cucinella: “La scuola in fiera sarà una grande opportunità, una scuola costruita come fosse una piccola città in cui i ragazzi troveranno le strade intitolate ai personaggi che hanno scelto, nuove aule e i percorsi completati con colori e infografiche sui temi ambientali dell'Agenda 2030 - commenta -. La sfida del post-Covid sarà il progetto architettonico, gli spazi ampi saranno essenziali, perché abbiamo un’altra idea di scuola, che è quella di comunità. Una politica educativa che fa delle belle scuole dice ai ragazzi che si sta prendendo cura di loro e l’architettura è un modo per prendersi cura delle persone”. 

Infine, un ringraziamento anche da parte del consigliere metropolitano delegato alla Scuola, Daniele Ruscigno: “Che grande lavoro di squadra: siamo riusciti a realizzare in tempi record una struttura temporanea fondamentale per rispettare il distanziamento e l’apertura delle scuole. Certamente l’opera più innovativa e visibile è questa, in Fiera – su cui abbiamo investito circa 1,5 milioni di euro -, ma voglio ricordare gli investimenti nelle altre scuole superiori della città metropolitana: abbiamo acquistato moduli prefabbricati per 20 aule (4 al Sabin, 4 all'Archimede di Persiceto, 4 al Rambaldi Valeriani di Imola e 8 al Majorana di San Lazzaro) investendo 1,5 milioni di euro tra noleggi e acquisti. Inoltre abbiamo speso 1.650.000 euro per manutenzione ordinaria e straordinaria legata all’emergenza Covid. In tutto parliamo di circa 120 aule aggiuntive permanenti e provvisorie legate al virus”.