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10 mag 2022

Prostituzione Bologna: sequestrata casa del sesso, nei guai una famiglia

Blitz in Bolognina della squadra mobile. Tredici ragazze erano state fatte venire in Italia con la promessa di un lavoro e poi invece sfruttate. Coinvolti madre, padre e due figli

10 mag 2022

Bologna, 10 maggio 2021 - Un'intera famiglia nei guai per aver reclutato 13 ragazze del sud America e averle fatte venire in Italia, con la falsa promessa di un lavoro, per poi diventare prostitute in zona Bolognina.

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La prostituzione era, dunque, un affare di famiglia. Pure redditizio, visto che in quattro anni, attraverso lo sfruttamento delle ragazze sudamericane che di volta in volta venivano avviate al mestiere, mamma, padre e due figli poco più che ventenni sono riusciti a mettere da parte mezzo milione di euro.

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Il giro di prostituzione, scardinato dalla Squadra mobile, le cui indagini sono state coordinate dal pm Stefano Dambruoso, avveniva all’interno di due appartamenti in Bologna. Uno dei quali, di proprietà della famiglia di “protettori”, è stato posto sotto sequestro, mentre la polizia eseguiva le misure cautelari a carico dei quattro: madre e padre ai domiciliari nella loro casa a Imola, figli all’obbligo di firma.  L’inchiesta è partita a novembre scorso dalla denuncia di due ventenni venezuelane, fatte arrivare in Italia dalla donna, anche lei originaria dello stesso Paese con la scusa di un lavoro.

Da quanto emerso nel corso delle indagini, le ragazze, costantemente controllate anche con videocamere installate nell’appartamento, erano invitate a offrire più o restazioni al giorno, anche decine, della durata di 5-10 minuti a 50 euro, di cui solo 10 finivano nelle loro tasche. A preoccuparsi della promozione sui siti di settore e a trattare con i clienti era sempre la famiglia, ora nei guai per sfruttamento della prostituzione.

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