Bologna, 27 luglio 2014 - IL NOSTRO logo sono le Due Torri: il generatore computerizzato di colori e parole èBologna lasciamolo ad altri. E finalmente — giustamente — il Comune ci mette mano. I giganti di Bologna hanno bisogno di una più forte caratterizzazione, di una maggiore fruibilità (ad esempio in termini di orari), di una maggiore apertura alla città (la spettacolare Torre Prendiparte dimostra chiaramente le potenzialità inespresse della nostra città). Eppure. Il rischio era di buttare via il bambino con l’acqua sporca: l’annuncio dell’assessore Matteo Lepore di mantenere il custode dell’Asinelli dimostra invece un’intenzione costruttiva e non distruttiva come invece si poteva temere.

Lepore evoca Parigi e New York sul fronte dell’illuminazione e giustamente l’idea è quella di ripensare tutta piazza di Porta Ravegnana e la Mercanzia. Proprio per questo l’importante è non dimenticarsi che, a due passi dalle Torri, vivono i senzatetto, i negozi e i turisti (quelli che si porteranno per sempre dietro la prima immagine della città) sono assediati dai mendicanti. Oltre alla richiesta del sindaco di maggiori controlli in via Indipendenza, serve un intervento massiccio dei servizi sociali che, a differenza di quanto raccontato nelle scorse settimane dall’assessore Frascaroli, non possono limitarsi a «conoscere il problema». Se ci sono posti vuoti nelle strutture, non vuol dire che si è lavorato bene, vuol dire che non si è stati totalmente capaci di prendere per mano chi ha bisogno. Lo stesso dicasi per la lotta al degrado, tema per cui avremo forse un’ossessione: i cittadini fanno la loro parte, forse potranno fare anche di più; ma è l’amministrazione che deve continuare a dare gli strumenti per tutelare il decoro.