Il compostaggio (foto archivio)
Il compostaggio (foto archivio)

Bologna, 22 luglio 2016 - Ieri mattina la città si è svegliata pervasa da una puzza insopportabile, acuita dal caldo. Dato che l’origine del tanfo, a occhio nudo, non era individuabile, sono partite le chiamate ai vigili del fuoco. Che, a loro volta, hanno interessato Arpae ed Hera. E Il ‘colpevole’ alla fine è saltato fuori. Le puzze avvertite sono state originate dalle attività dell’impianto di compostaggio Hera a Ponte Rizzoli di Ozzano.

E oggi la Procura ha inviato i Carabinieri del Nas e tecnici dell’Arpae per un sopralluogo nell’impianto di compostaggio. Le prime verifiche hanno confermato quanto emerso già da una prima rilevazione Arpae, cioé che nell’impianto Hera sono trattati rifiuti vegetali, e il fetore è stato causato dal rivoltamento dei cumuli e poi portato in città dal vento. È confermato anche che non ci sono rischi per la salute pubblica. Alcuni anni fa si era verificata una situazione simile, in analoghe condizioni climatiche.

Ieri tsa le 9 e le 12 «l’Arpae ha ricevuto numerose segnalazioni – scrive l’agenzia – da parte di cittadini, vigili del fuoco, funzionari di amministrazioni comunali di un forte odore, riconducibile a quello dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti urbani. La puzza era così forte da interessare diversi quartieri della città». A quel punto i tecnici Arpae si sono messi al lavoro per accertare la segnalazione e identificarne la causa. Tenendo conto del tipo di odore segnalato, lo stesso che da tempo affligge gli abitanti di Ozzano, l’Arpae ha ritenuto opportuno fare un sopralluogo nell’azienda. «I tecnici – scrive Arpae – hanno verificato un’intensità più forte dell’odore in prossimità dell’impianto e la causa: l’attività in corso di rivoltamento di cumuli di materiale in compostaggio in fase di maturazione (erba, foglie e residui di potatura). La direzione prevalente del vento rilevata dalla centralina meteo presente nell’impianto ha favorito la dispersione degli odori, dall’impianto verso la città». Di conseguenza, sono state concordate con Hera alcune misure da mettere in atto fino al completamento della maleodorante lavorazione, che durerà almeno un altro giorno.