CLAUDIO CUMANI
Cronaca

Quegli ‘Uomini senza’ Una storia di tremila anni

Oggi all’Ambasciatori il sociologo Barbagli presenta il libro sugli eunuchi "Furono crudelmente separati da tante cose, ma alcuni diventarono potenti".

Quegli ‘Uomini senza’  Una storia di tremila anni

Quegli ‘Uomini senza’ Una storia di tremila anni

di Claudio Cumani

Anche Gioachino Rossini rischiò di essere castrato: la predisposizione al belcanto del futuro compositore del Barbiere di Siviglia aveva fatto ventilare nel padre l’idea di evirarlo prima della pubertà. "L’episodio è poco noto – racconta Marzio Barbagli, professore emerito della nostra università e accademico dei Lincei – e fu la madre a opporsi energicamente". Lo stimato sociologo ha appena pubblicato un volume di oltre 400 pagine, Uomini senza (Il Mulino), in cui traccia una storia degli eunuchi lunga tremila anni e sparsa in tre continenti al fine di indagare la presenza di questi personaggi "così crudelmente separati da molte cose – scriveva Paul Valéry – e in un certo senso da se stessi". Il volume viene presentato oggi alle 18,30 all’Ambasciatori: dialogano con l’autore Lorenzo Bianconi, Salvatore Cosentino e Vincenzo Lavenia.

Professore, come mai si è avvicinato a una materia così inconsueta?

"È capitato che, mentre lavoravo a un progetto sul passaggio nelle antiche civiltà dalla poligamia alla monogamia, mi sia imbattuto in questi signori. Già Max Weber aveva avuto felici intuizioni sul loro ruolo ma è stato a fine ‘900 che molti studiosi si sono dedicati a questi straordinari e dolorosi personaggi. E’ troppo semplicistico dire, come Voltaire, che la loro fortuna nell’impero ottomano derivava dall’affidabilità nel controllo delle donne nell’harem".

Cosa l’ha interessata maggiormente?

"Il fatto che molti eunuchi, per quanto disprezzati, siano riusciti a diventare potenti e ricchi: Bisanzio, ad esempio, ha avuto ben nove patriarchi castrati. Mi ha colpito anche che, grazie alla loro presenza, sia stata per la prima volta messa in discussione la concezione binaria di genere. E questo è un tema molto attuale. Non solo. E’ interessante notare come la presenza di questi personaggi, vittime di una violenza corporale, vada via via scemando con la diminuzione sociale della violenza nel corso dei secoli. Apro una parentesi: nel ‘500 in Italia si verificavano 43mila omicidi, ora ce ne sono 280".

Quando e dove gli eunuchi raggiungono il maggior potere?

"Fra gli assiri, gli ittiti e ancora durante gli imperi romano, bizantino, ottomano e cinese. Nell’antichità i genitori sceglievano la castrazione dei figli per migliorare le condizioni economiche, nonostante gli spaventosi tassi di mortalità dovuta all’operazione. In Italia, dove la loro presenza è importante fino alla fine dell’impero romano, va poi registrato il successo dei cantanti evirati dalla metà del ‘500 alla fine dell’800".

Perché riuscivano ad entrare nelle stanze del potere?

"Lo spiega Senofonte raccontando che Ciro il grande si circondava da eunuchi perché erano affidabili in quanto privi di famiglia e disprezzati. Nell’impero bizantino, invece, l’imperatore non li temeva poiché più che generali non potevano diventare". Ci sono figure celebri?

"Sul versante italiano Farinelli è certamente il più famoso: la moglie di Filippo V lo convocò in Spagna per sollevare dalla depressione il re e lui cantò per tremila notti da mezzanotte alle 4 del mattino nella stanza accanto. Celebre è anche il grande ammiraglio cinese Zhang He che con la sua flotta di 500 navi comandò i mari per 30 anni: fu lui a portare le giraffe in Cina".