Valentina Orioli* In questi giorni si è molto discusso di strumenti urbanistici. E’ positivo, visto che l’adozione del Piano urbanistico generale da parte del consiglio comunale è notizia molto importante per la città. Tuttavia la qualità delle critiche lette mi impone una risposta. Il Pug è una delle prime applicazioni della nuova legge urbanistica regionale. E’ nato da esigenze di semplificazione e...

Valentina

Orioli*

In questi giorni si è molto discusso di strumenti urbanistici. E’ positivo, visto che l’adozione del Piano urbanistico generale da parte del consiglio comunale è notizia molto importante per la città. Tuttavia la qualità delle critiche lette mi impone una risposta. Il Pug è una delle prime applicazioni della nuova legge urbanistica regionale. E’ nato da esigenze di semplificazione e dalla volontà di cambiare orientamento nello sviluppo della città: rigenerazione del suo patrimonio invece che consumo di suoli agricoli. Una strana forma di amnesia ha colpito alcuni consiglieri e rappresentanti di associazioni su come si adotta un piano. Dal 1942 in Italia i piani urbanistici hanno una procedura rafforzata di approvazione che prevede la possibilità di partecipazione dei cittadini con la presentazione di osservazioni alle quali il consiglio comunale è chiamato a dare risposta con specifiche controdeduzioni. Queste controdeduzioni, di cui in questi giorni i rappresentanti di Ordine Ingegneri e Ance hanno lamentato la non conoscenza, sono di competenza del consiglio comunale che, sulla base di una proposta della Giunta decide su ogni singola osservazione. Quindi nessun problema di trasparenza o di volontà di chiusura, ma tutela della libertà e della responsabilità di espressione dell’organo competente. Qualcuno ha parlato di "supponenza" nell’atteggiamento dell’amministrazione ma forse sarebbe opportuno chiedersi se questo termine non si addica a chi pretende di conoscere in anticipo decisioni non ancora assunte da un’assemblea eletta. La stessa amnesia l’ho riscontrata rispetto al regime di salvaguardia di cui avremmo potuto avvalerci fin dall’adozione della proposta di piano lo scorso febbraio – cosa che non abbiamo fatto per lasciare libera la discussione. Mi sembra che le critiche di questi giorni abbiano portato indietro la discussione di anni, visto lo scarso interesse per i contenuti del Pug e l’insistente richiesta di una deregulation di cui non c’è alcun bisogno.

*Vicesindaca e assessora all’Urbanistica