MARIATERESA MASTROMARINO
Cronaca

Radioterapia a Bologna, ecco il macchinario per l’Ausl. “Cure migliori e meno invasive”

Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo hanno donato la macchina per i malati oncologici. Il professor Conti: “Così verrà cambiata radicalmente la strategia e il trattamento della patologia neurochirurgica”

Un innovativo sistema di radioterapia stereotassica approda all’ospedale Bellaria, grazie alla donazione di Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo.  È questo il macchinario CyberKnife S7, unico in Emilia-Romagna, che ora arricchirà la Struttura Complessa di Radioterapia dell’Azienda Usl, garantendo ai pazienti oncologici una miglior cura ( FotoSchicchi)

Un innovativo sistema di radioterapia stereotassica approda all’ospedale Bellaria, grazie alla donazione di Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo. È questo il macchinario CyberKnife S7, unico in Emilia-Romagna, che ora arricchirà la Struttura Complessa di Radioterapia dell’Azienda Usl, garantendo ai pazienti oncologici una miglior cura ( FotoSchicchi)

Bologna, 25 giugno 2024 - Un innovativo sistema di radioterapia stereotassica approda all’ospedale Bellaria, grazie alla donazione di Fondazione Carisbo e Intesa Sanpaolo. È questo il macchinario CyberKnife S7, unico in Emilia-Romagna, che ora arricchirà la Struttura complessa di radioterapia dell’Azienda Usl, garantendo ai pazienti oncologici una miglior cura.

La donazione dal valore di 4,5 milioni di euro permetterà la presa in carica di 300 malati all’anno, ampliando l’offerta terapeutica ed evitando trattamenti invasivi. “Questa tecnologia rappresenta l’innovazione, la “killer tecnology” - spiega il professore Alfredo Conti, neurochirurgo -, ossia che cambia radicalmente le modalità di trattamento. Non si tratta solo di essere minimamente invasivi, con una tecnologia robotica di radiochirurgia stereotassica,  ma anche di essere minimamente pervasivi”.

Questo consente “al paziente di essere trattato per un tumore cerebrale - continua Conti -. Ma la sera poi può tornare a casa dalla propria famiglia. Questo cambia radicalmente la strategia e il trattamento della patologia neurochirurgica, che normalmente richiede interventi invasivi”. 

Come funziona la macchina 

Il macchinario è a disposizione dei pazienti oncologici dei presidi ospedalieri dell’Ausl, quindi Irccs Istituto Scienze Neurologiche, Irccs Policlinico Sant’Orsola o dell’Ircss Istituto Ortopedico Rizzoli. CyberKnife è dotato di un braccio robotico che emette radiazioni terapeutiche, che si dirigono verso la massa tumorale, eliminando le cellule malate e salvaguardando i tessuti sani circostanti.

Il sistema è “grande innovazione tecnologica al servizio del paziente, con l’occhio verso la personalizzazione e precisione dei trattamenti e umanizzazione delle cure - spiega la dottoressa Elisa D’Angelo, direttrice dell’Unità operativa complessa di radioterapia oncologica dell’Ausl -. Tutto questo impegna i pazienti al minimo e garantisce la loro vita quotidiana”. 

La donazione

“È un intervento importante, in piena aderenza con le finalità della Fondazione a sostegno dei più deboli- inizia Patrizia Pasini, presidente Fondazione Carisbo -. E i malati, in particolare quelli oncologici, sono  fragili, che in questi strumenti innovativi possono trovare anche un grande motivo di speranza, oltre ad avere un aiuto concreto. Fondazione Carisbo, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo, continua a dare sostegno ai più deboli”.

Parole condivise anche da Stefano Lucchini, group chief institutional affairs and external communication officer di Intesa Sanpaolo.

“L’opportunità di questa collaborazione rappresenta ciò che facciamo - dice -, coprendo un’operazione tra pubblico e privato, donando un macchinario che mette al centro la persona. Ed è quello che fa la banca, che si occupa di persone. Fare qualcosa di questo tipo a Bologna ci rende orgogliosi, perché è un territorio in cui crediamo tanto. Una bellissima opportunità che rappresenta l’identità della nostra banca”.

L’inaugurazione

All’inaugurazione del macchinario, gli assessori Luca Rizzo Nervo e Raffaele Donini. “Sono 300 i pazienti all’anno che troveranno qui una delle più moderne attrezzature per la radioterapia di precisione, submillimetrica - afferma Donini -.  E questo consentirà di andare a colpire le cellule maligne, salvando quelle sane, con una precisione che darà molti più margini di guarigione e speranze di vita”. Soddisfatto anche il direttore generale dell’Azienda Usl, Paolo Bordon. “Dotiamo di un’attrezzatura indispensabile i nostri ospedali e la comunità per fare radiochirurgia, a supporto della neurochirurgia - conclude il direttore -. Con questo sarà possibile curare neoplasie neurochirurgiche, ma anche completare l’offerta della nostra radioterapia con un’attrezzatura moderna”.