Bologna, 23 novembre 2018 - Sono stati arrestati dalla polizia gli autori dell’omicidio di Nicu Chirilà, il rumeno morto all’ospedale Maggiore il 15 novembre dopo l’aggressione di cui era rimasto vittima il 6 ottobre. A eseguire il fermo sono stati gli uomini della Squadra Mobile e a finire in manette Lllir Amrku, albanese di 49 anni e Cosimino Mirko Lettieri, salernitano di 32 anni.

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L'aggressione è avvenuta, secondo quanto ricostruito dalla polizia, dopo che la vittima avrebbe cercato di difendere un amico marocchino minacciato dai due all'interno di un bar alla Beverara. Nicu Chirilà, insomma, ha avuto la sola colpa di trovarsi, come hanno detto i dirigenti della polizia, nel posto sbagliato al momento sbagliato. I due uomini, infatti, dopo aver minacciato l'amico marocchino sono usciti dal locale e, nonostante il marocchino lo abbia invitato a lasciar perdere, Nicu è uscito per difenderlo impugnando quel cutter che lui aveva con sé per lavoro. 

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Cutter col quale avrebbe accidentamente rovinato, tagliandolo, il giubbotto di marca di uno dei due. Da qui il primo pestaggio. Lasciato libero, l'operaio rumeno avrebbe raggiunto a piedi la fermata del bus, ma qui sarebbe stato aggredito nuovamente. "Volevano dargli una lezione per il giubbotto tagliato, ma lo hanno selvaggiamente pestato anche davanti a un'anziana passante che ha cercato di farli smettere", il racconto. 

Poi gli aggressori se ne sono andati. E' stato a quel punto che Nicu, nonostante i pugni e i calci, è riuscito a rialzarsi e solo una volta arrivato a casa la sua situazione fisica è precipitata, così i familiari l'hanno accompagnato al Maggiore. Quindi il tracollo e la scoperta di quel pancreas letteralmente spappolato. Il resto è cronaca: l'agonia per 40 giorni fino alla morte dell'uomo.

A risolvere il giallo sono stati gli stessi marocchini che lui aveva tentato di difendere e che hanno deciso, una volta riconosciuta la foto dell'amico sul giornale, di autodenunciarsi. "Ero il prestanome di un locale per adulti in via Zampieri di proprietà in realtà dell'albanese - avrebbe detto alla polizia il marocchino difeso dal 55enne romeno - e lui sosteneva che gli dovevo dei soldi. Da qui le minacce e la difesa da parte del mio amico Nicu".

Quando gli uomini della Mobile, attraverso l'analisi delle telecamere di sicurezza, i tabulati dei cellulari e le testimonianze raccolte anche all'interno dei bar, sono risaliti ai due responsabili, hanno trovato il 49enne praticamente pronto alla fuga.