Palmira Stella, vittima della rapina al ‘Virgolone’
Palmira Stella, vittima della rapina al ‘Virgolone’

Bologna, 15 agosto 2016 - È stata aggredita e rapinata sulla porta di casa, mentre rientrava da una serata alla tombola. E’ accaduto al Pilastro, in via Salgari 67, al settimo piano di un appartamento del ‘Virgolone’. Palmira Stella, 69 anni, stava rincasando verso mezzanotte quando due uomini a volto coperto, uno italiano e uno forse straniero, l’hanno prima picchiata e poi immobilizzata. Dopodiché, uno dei due si è diretto nella camera del cognato di Palmira, un invalido di 70 anni, e ha frugato nel cassetto, trovando il borsello dell’uomo con i soldi della pensione, 1.500 euro, e il postamat (poi bloccato dalla vittima della rapina). Prelevato il denaro, i banditi sono fuggiti. La donna ha dato l’allarme e sul posto è arrivata la polizia. Tre mesi fa, la stessa famiglia era stata derubata di 3mila euro.

Signora Palmira Stella, può raccontare quello che è successo?

«Sono arrivata a casa verso mezzanotte, ero stata a giocare a tombola in zona San Donato. Sono tornata con l’autobus e sono scesa praticamente davanti a casa».

Poi?

«Sono salita al settimo piano, ho aperto il cancello e la porta, quindi sono entrata. Stavo per richiudere tutto quando mi sono trovata di fronte quei due».

I banditi...

«Sì, erano due, a volto coperto. Forse avevano i passamontagna o forse dei sacchi neri, non ho visto bene. Uno era alto e magro, credo italiano: mi ha preso per i capelli, dato un pugno e sbattuta a terra. Poi mi ha tenuta ferma e messo un fazzoletto in bocca per non farmi parlare. Aveva un coltellino in mano e me l’ha puntato addosso. L’altro non l’ho visto bene, ma credo fosse straniero».

L’hanno minacciata?

«Dicevano: ‘Vogliamo i soldi, dacci i soldi. Non ti facciamo del male’. Io sono invalida, ma ho tentato di reagire. Gli ho detto che erano dei ‘bastardi’ e che dovevano andare via, ma loro evidentemente sapevano dove andare perché, mentre uno mi teneva bloccata, l’altro è andato dritto in camera di mio cognato, che ha 70 anni ed è invalido e in quel momento stava dormendo».

Sono andati a colpo sicuro?

«Sì, il secondo delinquente è andato in camera e ha rovistato nel cassetto di mio cognato, trovando subito il suo borsellino con dentro 1.500 e il postamat con vicino un bigliettino con il codice. E’ andato a colpo sicuro. Mio cognato si è svegliato e pensava fossi io, è stato un attimo. Il bandito è uscito subito dopo aver preso il borsello».

E dopo?

«E’ tornato dal complice e sono scappati. Io li ho insultati e ho gridato che avrei chiamato i carabinieri, ma loro non hanno fatto una piega, anzi mi hanno preso in giro: ‘Chi se ne frega se chiami i carabinieri, tanto i soldi li abbiamo già presi’».

La dinamica sembra quella di un colpo preparato. L’hanno seguita o forse la stavano aspettando...

«Sì, penso di sì. Io non mi sono accorta di qualcuno che mi seguiva. Probabilmente mi aspettavano sotto casa e sapevano che dentro avrebbero trovato i soldi di mio cognato. Erano quelli della sua pensione e dell’accompagnamento da invalido. Servivano per pagare le spese, compreso l’affitto».

E’ spaventata?

«Sì, molto. Anche perché non è la prima volta. Tre mesi fa i ladri sono entrati in casa forzando la porta, sempre di notte, e hanno rubato la pensione di mio cognato, tre cellulari e un computer di suo figlio. Per fortuna non c’era nessuno in quel momento, la refurtiva in totale valeva tremila euro».

Pensa che qualcuno vi tenga d’occhio?

«Secondo me sì. Non c’è altra spiegazione. E per fortuna che stavolta hanno trovato i soldi, se no chissà cosa avrebbero potuto farmi. Mio cognato dice che potevano ammazzarmi. In effetti adesso ho molta paura».

Cosa farà?

«Vogliamo andare via dal Pilastro. Chiederemo all’Acer di trasferirci altrove. Abito qui da cinque anni e mi trovavo bene fino a un po’ di tempo fa, ma la situazione è molto peggiorata. E’ pieno di brutta gente in giro. Ho sempre detto che non me ne volevo andare dal Pilastro, ma adesso la misura è colma».