Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza

Bologna, 18 maggio 2019 - Sono 5618 le persone che, sotto le Due Torri, hanno fatto domanda per il reddito di cittadinanza. «In pratica, si tratta di un terzo dei possibili beneficiari in città», calcola Marco Lombardo, assessore al lavoro e alle attività produttive del Comune. E spiega: «Di quelle 5618 domande ne sono state accolte solo 3387».

L’assessore tiene quindi a sottolineare «un dato ancor più allarmante: circa 900 persone, tra quelle che avevano ricevuto una risposta positiva, hanno deciso di rinunciare al reddito di cittadinanza». Tra i motivi delle tante rinunce, secondo Lombardo, le difficoltà nelle pratiche burocratiche per l’assegnazione e, soprattutto, lo scarso importo del sussidio.

L’assessore ha fornito i dati aggiornati sul programma di assistenza sociale del Movimento 5 stelle intervenendo alla conferenza di +Europa – il partito europeista fondato da Emma Bonino – dal titolo ‘Eredità universale, una misura per la mobilità sociale’. E conclude: «Pagare il reddito di cittadinanza senza prima migliorare i centri per l’impiego è inconcepibile».

Sulla stessa linea è Riccardo Magi, deputato di + Europa: «Andavano prima riformati i centri per l’impiego. Queste sono le voci che circolano anche tra i parlamentari grillini, perché sanno benissimo che la legge è stata approvata sbrigativamente solo per rispettare le promesse elettorali», elogiano il programma discusso in conferenza.

La proposta che è stata presentata è quella sull’eredità universale, una delle misure che il gruppo di ricercatori del ‘Forum sulle disuguaglianze’ ha inserito nella lista delle 15 soluzioni per ridurre le disparità economiche. «Invito i presenti ad avviare una raccolta di firme per proporre in Parlamento, su iniziativa popolare, una legge che garantisca un’eredità di base minima a tutti i neomaggiorenni, perché oggi serve più che mai», afferma Alessandro Fusacchia.

«Bologna – precisa quindi Lombardo – è stato l’unico Comune ad avere discusso le 15 proposte del forum: fondamentale quella sul salario minimo, che noi vogliamo affiancare alla carta sui diritti dei riders e, soprattutto, quella sugli appalti a misura d’uomo».

L’assessore sottolinea poi come il decreto sblocca cantieri del governo, con il criterio del massimo ribasso, favorisca oggi le infiltrazioni mafiose: «Stiamo tornando indietro di anni, e la nostra regione lo sa bene, considerato il processo Emilia. Nel protocollo appalti del Comune adotteremo altri criteri, perché non si può andare avanti così».