MARIATERESA MASTROMARINO
Cronaca

Referendum su Bologna Città 30, FdI: "L’estate di mezzo limita la partecipazione. Il Comune ci boicotta"

I 90 giorni per raccogliere le firme comprendono il periodo estivo di ferie. Il capogruppo Cavedagna: "Così si impedisce ai cittadini di esprimersi". L’amministrazione precisa: "Ma c’è un mese in più per consegnare i moduli"

Bologna, 2 giugno 2024 – "Il Comune sta boicottando il referendum e la possibilità dei cittadini di esprimersi", visto che la raccolta delle novemila firme dovrà avvenire in 90 giorni, che combaciano proprio con il periodo estivo. Nel quale Bologna si svuota e i cittadini vanno in vacanza. È ancora scontro sulla Città 30, anche alla luce della notizia del Comitato dei garanti del Comune, che rende ammissibile il referendum consultivo (quindi non vincolante per l’amministrazione) sul nuovo limite di velocità, esteso nella gran parte della rete stradale cittadina.

Referendum su Città 30. FdI: "L’estate di mezzo limita la partecipazione. Il Comune ci boicotta". Nella foto Stefano Cavedagna
Referendum su Città 30. FdI: "L’estate di mezzo limita la partecipazione. Il Comune ci boicotta". Nella foto Stefano Cavedagna

A guardare oltre la decisione, presa all’unanimità dai cinque membri del comitato, è Stefano Cavedagna, capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune. "Noi di Fratelli d’Italia abbiamo preso un impegno: che avremmo operato per richiedere il referendum sulla Città a 30 all’ora, e lo abbiamo mantenuto", premette il meloniano. Ma questa è una vittoria a metà, dato che "la decisione di ammissibilità arrivata solo ora obbligherebbe a raccogliere le novemila firme autenticate in tre mesi nel periodo estivo – analizza Cavedagna –, con fine luglio e agosto di mezzo, mentre i bolognesi sono in ferie". Proprio per questo, "chiederemo al Comune di cominciare la raccolta firme dopo agosto – comunica il capogruppo –. Senza quel mese di mezzo, ci aspettiamo un’importante partecipazione".

E, a questo punto, la domanda sorge spontanea: "Lepore vuole per caso limitare la partecipazione dei cittadini? – ipotizza Cavedagna –. O hanno paura che i cittadini si esprimano contro la Città 30?". Dubbi che si scioglieranno solamente quando - e se - il referendum diventerà realtà.

Il Comune però precisa che ci sarà un mese di tempo per la consegna dei moduli di raccolta firme al segretario generale per la vidimazione. Poi, partiranno i 90 giorni per la raccolta. Intanto gioisce la Lega. "Che siano i cittadini a scegliere sulla Città 30, a maggior ragione alla luce delle indicazioni del Mit e del ministro Salvini sulla corretta interpretazione del codice della strada e sull’utilizzo del limite dei 30 – commenta Matteo Di Benedetto, capogruppo del Carroccio –. Come Lega, siamo stati i primi a proporre un referendum, ora si prosegue in questa direzione".

A breve si muoverà la macchina della raccolta firme. "Nei prossimi giorni ci incontreremo con gli altri proponenti – affermano Nicola Stanzani e Lanfranco Massari, consigliere comunale e segretario cittadino di Forza Italia – per organizzare da subito la raccolta firme e far sì che questa opportunità che abbiamo voluto dare ai cittadini si possa realizzare". Secondo gli azzurri, "girando per Bologna è del tutto evidente la totale inconsistenza, nei fatti, della misura, a dimostrazione ancora una volta della particolare attitudine di questa maggioranza verso le operazioni propagandistiche".

"Noi Verdi siamo favorevoli alla riduzione della velocità – scrive Silvia Zamboni, consigliera regionale di Europa Verde –, ma non abbiamo nascosto perplessità sull’iter della sua introduzione a Bologna in termini di partecipazione dei cittadini per accoglierla". Ma "sia chiaro: a Bologna indietro non si torna – conclude Zamboni –. Basterebbero solo i dati sulla riduzione degli incidenti per spiegare la bontà del provvedimento".