ROSALBA CARBUTTI
Cronaca

Regionali, manovre Pd. Schlein e Bonaccini insieme in Direzione. Si attende uno sprint

De Pascale, ieri a Roma, resta il nome favorito. Ma è tallonato da Colla. La suggestione di Landini, però, rischia di scombinare il derby. Settimana decisiva tra il voto sull’Autonomia e l’addio del governatore.

Regionali, manovre Pd. Schlein e Bonaccini insieme in Direzione. Si attende uno sprint

Regionali, manovre Pd. Schlein e Bonaccini insieme in Direzione. Si attende uno sprint

La chiusura sul candidato del post-Bonaccini alle prossime Regionali ancora non c’è stata. Ma alla Direzione nazionale del Pd, la segretaria Elly Schlein e il presidente-governatore Stefano Bonaccini erano seduti vicini. Difficile che non si siano parlati anche delle prossime Regionali, oltre a tutte le altre partite fondamentali, dai posti Ue alla battaglia del campo larghissimo contro l’autonomia differenziata. Tanti temi approfonditi forse anche dopo la Direzione, ma che certamente avranno bisogno di altri incontri (con anche il segretario regionale dem Luigi Tosiani) per chiudere la partita Emilia-Romagna. Partita centrale, come dimostra la decisione di fare la Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia. I nomi papabili in cima alla classifica restano il sindaco di Ravenna Michele de Pascale (anche lui ieri in Direzione) e l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Colla. "Un derby", definito in casa Pd, dove il primo sarebbe favorito, ma col secondo che resta in partita. A sparigliare le carte, l’incognita di un terzo nome, calato dal Nazareno. La suggestione che circola è quella del leader Cgil Maurizio Landini, in scadenza di mandato nel 2027, ma avrebbe comunque l’età pensionabile, quindi per qualcuno sarebbe un’ipotesi fattibile.

Difficile, però, concretizzarla considerando l’idea di una coalizione ampia con dentro i riformisti e il fatto che il derby de Pascale-Colla sia ormai troppo avanti. Un punto a favore? Le battaglie comuni di Landini con Schlein, dal referendum anti-autonomia a quello anti-Jobs Act. Quello che è certo, dalle parti del Pd, è che non si può fare melina a lungo. Perché più si va avanti, più la matassa rischia d’ingarbugliarsi. Da quello che filtra, però, l’accelerata arriverà a breve con un confronto Bonaccini-Schlein e una Direzione regionale per dare il via libera al candidato unitario e mandare in soffitta le primarie. Si attendono giorni decisivi: dal voto in Emilia-Romagna sul referendum anti-Autonomia (martedì) e le dimissioni di Bonaccini si dimetterà (giovedì). In mezzo, mercoledì, la Direzione provinciale del Pd e una possibile resa dei conti tra le anime dem.