La sede della Regione Emilia Romagna
La sede della Regione Emilia Romagna

Bologna, 24 giugno 2019 - La principale infornata di personale nella Regione Emilia-Romagna degli ultimi 10 anni o forse, tutto sommato, di sempre. L'annunciano oggi il governatore Stefano
Bonaccini
e il suo assessore a Bilancio e Risorse umane Emma Petitti, illustrando insieme ai sindacati i dettagli del nuovo piano.

Spicca la scelta di procedere a quasi 1.300 assunzioni, attraverso una tornata di concorsi a partire dalla metà di luglio (arriverà una nuova sezione online nel sito della Regione rinnovata e semplificata) che in prospettiva svecchierà la pianta organica di viale Aldo Moro, costituita in tutto da 4.000 persone, rinnovandola del 30%.

Il tutto all'insegna di un nuovo "percorso aperto" a nuovi profili, in ambiti che vanno dalle materie giuridico-amministrative a quelle economico-finanziarie, dalla gestione del territorio alla tutela ambientale fino alla trasformazione digitale, senza scordare le materie umanistiche.

I nuovi ingressi, in tutto questo, supereranno abbondantemente quota 1.500 unità, una volta aggiunti anche i 260 dipendenti in arrivo dalla mobilità fra vari enti pubblici. Bonaccini e Petitti, al fianco delle categorie interessate di Cgil-Cisl-Uil, la definiscono una "nuova fase, che mette al centro merito ed equità dopo 10 anni di blocco del turnover dovuto alle norme statali".

E il piano triennale dei fabbisogni lavorativi 2019-2021, così come lo chiama ufficialmente la giunta regionale, risponde anche all'attesa riduzione di organico, del 30% nel triennio, tra fisiologici pensionamenti, 'quota 100' e altri fattori. Si prevedono 1.500 assunzioni considerando anche l'Agenzia regionale per il lavoro, l'Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia (Arpae) e L'Agenzia regionale per il diritto agli studi superiori (Ergo).