Le macchinette che erogano i biglietti a bordo degli autobus Tper
Le macchinette che erogano i biglietti a bordo degli autobus Tper

Bologna, 4 marzo 2018 – «La macchina non dà resto». «No change emission». Sugli autobus, l’adesivo sull’«emettitrice di bordo» dei biglietti non lascia dubbi. E così, spesso il biglietto da 1,50 finisce per costare due euro. Una maggiorazione superiore al 30%. Ma quanto ‘vale’, per le casse di Tper, il mancato resto? «Ogni anno – calcola Francesco Sassone, consigliere comunale di Forza Italia – i mancati resti ammontano indicativamente a 250mila euro». Sassone parla di «un’entrata non dovuta» che finisce «genericamente nel bilancio» dell’azienda. E propone di vincolare questa somma al finanziamento di agevolazioni sulle tariffe del trasporto.

Dai banchi del Pd, Raffaella Santi Casali fa due conti e ipotizza che la cifra sia «quasi pari a quanto costerebbero gli sconti per le famiglie numerose».

Più volte, nel tempo, Tper ha spiegato che, per avere il resto, servirebbero macchinette «di dimensioni non compatibili con l’installazione su un autobus». Quanto poi alla possibile «destinazione sociale» dei mancati resti, come proposta da Sassone e dalla Santi Casali, fonti di Tper parlano di «richiesta legittima». Precisando però che «un’eventuale decisione in tal senso può essere presa soltanto dai soci». Venerdì, in commissione, era prevista la presenza di Fabio Teti, direttore dell’area amministrazione e finanza di Tper, che però non è riuscito a partecipare a causa di altre riunioni. «È abbastanza increscioso – protesta la Santi Casali – che dentro la monumentale macchina di Tper non sia stato possibile trovare un’altra persona».

Per l’azienda di via Saliceto, il bilancio consuntivo 2016 si è chiuso con un utile lordo di 15,4 milioni di euro e 7,6 milioni di imposte, per un utile netto di 7,8 milioni. I ricavi da vendita di titoli di viaggio hanno fatto segnare un ulteriore aumento del 3,9% su base annua, che si somma alla sostanziosa crescita del periodo 2012-2015 (+22,2%). Sono in aumento anche gli abbonamenti annuali (oltre 81.000) e quelli mensili (oltre 623.000) venduti nel 2016.