Ricercatori scoprono la storia di un soldato americano nascosta nell'Appennino

I cacciatori di reperti bellici Andrea Sabattini e Roberto Cavani hanno recuperato la gavetta di un soldato americano, Winfred Barnes, morto nel 1985. Grazie a Internet, hanno rintracciato la sua famiglia e restituiranno l'oggetto. Altre storie simili sono nascoste nei sentieri dell'Appennino.

La terra che calpestiamo è sempre memoria, a volte nasconde per sempre storie di uomini con le loro gioie e i loro dolori, quello che sono stati e quello che non hanno potuto essere. E’ vero, l’area della Linea gotica restituisce ancora oggi piccoli oggetti, espressione di soldati che si sono fatti la guerra l’un l’altro, a volte senza sapere nemmeno il perchè. Un esempio. Tempo fa due cacciatori di reperti bellici, Andrea Sabattini e Roberto Cavani, hanno recuperato un ultimo oggetto della loro collezione: la gavetta di un soldato americano che ancora portava inciso un nome,Winfred Barnes, dietro cui c’era una storia di guerra, di paura, di sangue.I due grazie a Internet sono riusciti a rintracciare la famiglia del soldato, inquadrato nella Decima divisione di artiglieria di montagna,87esimo reggimento, impegnata tra Castel d’Aiano (Bologna) e Montese (Modena) nel 1944-45. Barnes ebbe il battesimo del fuoco dalle parti di Monte Belvedere, nel gennaio 1944. Passò a miglior vita nel 1985 nella propria abitazione nel Missouri. I due ricercatori faranno riavere la gavetta alla famiglia. Di storie come questa ce ne sono tante sui sentieri dell’Appennino: alcuni oggetti sono tornati ai familiari di chi è morto combattendo, tanti altri restano sepolti sotto terra. Ecco perché ogni tanto sui sentieri chi crede sussurra una preghiera e chi non crede lascia in pace Nostro signore, ma resta in silenzio e sospira.

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