Una manifestazione di protesta dei migranti
Una manifestazione di protesta dei migranti

Bologna, 3 maggio 2019 - E' scontro tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e i magistrati dopo la decisione del tribunale di Bologna, che ha dato ragione a due richiedenti asilo a cui il Comune aveva negato l’iscrizione anagrafica in base al decreto Salvini. Ora il Municipio dovrà provvedere all’iscrizione su ordine della magistratura. A dare il via alla battaglia legale sono stati due richiedenti asilo, una donna rappresentata da Avvocato di Strada e un uomo da Asgi-Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, i quali avevano presentato ricorso d’urgenza contro il diniego del Comune. La donna, in particolare, aveva dichiarato di aver lasciato il proprio Paese d’origine sentendosi perseguitata dopo la sparizione di marito e figlio e di non disporre in città di una sistemazione stabile. Ma il Comune aveva detto no. Ora però il giudice ha deciso diversamente e il sindaco Virginio Merola non si opporrà, anzi ieri ha salutato «questa sentenza con soddisfazione, il Comune la applicherà senza opporsi».

"Sentenza vergognosa, se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra. Ovviamente faremo ricorso contro questa sentenza, intanto invito tutti i Sindaci a rispettare (come ovvio) la Legge", è il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini.
A questo proposito fonti del Viminale sottolineano che sentenze di questo tipo non intaccano la legge: non sono definitive, riguardano singoli casi e per modificare la norma serve un pronunciamento della Corte Costituzionale. 

Il commento La strada stretta di B. Boni

Salvini ha ribadito il suo pensiero nel pomeriggio, durante il comizio di Modena: "Il giudice del tribunale di Bologna ha detto 'bisogna dare i documenti a tutti gli immigrati richiedenti asilo anche se non sono ancora stati riconosciuti come profughì. Mi permettete di dire rispettosamente che è una sentenza vergognosa, e faremo ricorso perché io i documenti li do a chi merita gli altri tornano a casa dal primo all'ultimo".

A stretto giro è arrivato anche l'intervento della Giunta Esecutiva centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati: "I magistrati assumono le loro decisioni applicando le leggi" ed "è legittimo commentare e anche criticare le decisioni giudiziarie", ma le dichiarazioni del ministro Salvini "delegittimano la magistratura in quanto, in maniera del tutto infondata, alludono al fatto che le sentenze possano essere influenzate da valutazioni politiche".

La Giunta dell'Anm dell'Emilia Romagna ha parlato poi di "un linguaggio di aperta ostilità, la mancanza di rispetto per i ruoli istituzionali, l'assenza di considerazione per qualsiasi scelta in dissenso rispetto alle proprie tesi". "Dobbiamo constatare con vivo rammarico - scrive l'Anm regionale - che certamente queste parole si iscrivono in una lunga e variegata tendenza, che ormai da troppo tempo individua in ragioni essenzialmente 'politiche' - cioè 'preconcette' - il fondamento dei provvedimenti giudiziari che non piacciono. Si tratta di una situazione grave in linea generale, ma tanto più preoccupante quando a rendersene protagonista è un componente del Governo della Repubblica e titolare di un dicastero essenziale; questo ci sembra un dato inaccettabile, tale da non dover essere ignorato da una Associazione che crede nell'autonomia della Magistratura e la rivendica quale condizione primaria per l'esercizio corretto e responsabile della funzione giudiziaria, da parte di tutti coloro che vi sono chiamati". 

Lavoro, salute, scuola: ecco i 'nuovi' diritti

Ma cosa cambierà ora? Lavoro, salute, scuola e molto altro: sono tante le cose che cambieranno grazie a questa ordinanza.

«Perché oggi – canta vittoria l’avvocato Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Avvocato di strada Onlus, che offre tutela legale gratuita alle persone senza dimora – abbiamo ricevuto la comunicazione della decisione con la quale il tribunale ha imposto al sindaco, nella sua qualità di ufficiale di governo responsabile della tenuta dei registri anagrafici, l’iscrizione di due richiedenti asilo, con le modalità previste per le persone senza fissa dimora».

Sua la firma di uno dei due ricorsi, assieme alla collega Paola Pizzi (l’altro è stato presentato dall’Asgi-Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione con l’avvocato Nazzarena Zorzella), accolti dal giudice Matilde Betti. «Le situazioni che miglioreranno saranno tantissime – dice – perché questa ordinanza rappresenta un grandissimo passo avanti e un’enorme vittoria».

Salute e scuola. Al primo posto, nell’elenco dei diritti snocciolato dal legale, c’è ovviamente la salute: «I richiedenti asilo, che fuggono da situazioni terribili, potranno adesso essere iscritti nel registro sanitario italiano. E non dimentichiamo che il diritto alla salute non è individuale, bensì un diritto collettivo». Salute, poi scuola («chi ha figli, ecco il diritto di poterli iscrivere»), lavoro e la possibilità di aprire un conto corrente in banca «e di vedersi sullo stesso il bonifico dello stipendio». Senza dimenticare il sogno «di ottenere la patente di guida e molto altro ancora».

E i sindaci? Questo atto ora porterà a una pioggia di ricorsi? «La possibilità esiste – continua l’avvocato e consigliere regionale del Pd –, ma dall’altro lato metterà i primi cittadini di fronte a una precisa scelta: adeguarsi a questa giurisprudenza che offre oggi già tre sentenze (due a Bologna, come i ricorsi accolti ieri, e una a Firenze) o vedersela in tribunale». Il pensiero corre al sindaco di Crema che, dopo la prima sentenza toscana, proprio nei giorni scorsi ha iscritto all’anagrafe quattro richiedenti asilo. «Tante difficoltà verranno meno», chiude Mumolo che poi ricorda come «il sindaco Merola ha subito accolto questa decisione con soddisfazione e ha già dichiarato che il Comune la applicherà senza fare opposizione».