MASSIMO SELLERI
Cronaca

Rivoluzione dei treni. L’Appennino dice no: "Cancellate 50 corse solo nel primo mese"

Il sindaco di Alto Reno Terme: "Serve una risposta a queste criticità". L’istituto scolastico Fantini di Vergato costretto a cambiare gli orari. Comune e Città metropolitana difendono il progetto: "Boom di viaggi".

Rivoluzione dei treni. L’Appennino dice no: "Cancellate 50 corse solo nel primo mese"

Rivoluzione dei treni. L’Appennino dice no: "Cancellate 50 corse solo nel primo mese"

Bologna, 8 luglio 2024 – Le prime quattro settimane di vita del nuovo passante ferroviario Porretta-Pianoro hanno visto la cancellazione di 52 corse. Il numero sarebbe molto più alto, ma a questa stima non si possono aggiungere i treni ‘saltati’ nella giornata di ieri a causa dello sciopero nazionale indetto dai Cobas. L’assessora alla Mobilità della giunta bolognese Valentina Orioli, interpellata venerdì scorso dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune a Bologna, Francesco Sassone, ha replicato che questi disagi si verificavano anche prima che la linea Porrettana venisse prolungata fino a Pianoro e che dipendono da alcune carenze infrastrutturali. In realtà i numeri tendono a smentire questa affermazione dato che nello stesso periodo dell’anno scorso sono state solo 6 le corse cancellate. Nel suo intervento scritto l’assessora ha anche ripetuto i numeri trionfalistici sbandierati nei giorni scorsi.

"Ci sono aumenti su tutte le stazioni – si legge nella risposta – compresa quella di Porretta, con +67 passeggeri, Riola con +50 e Vergato che ha circa 150 passeggeri in più, un dato che sembrerebbe sconfessare la teoria che il cambio di orario e il nuovo servizio abbia reso inutilizzabile il treno per il bacino dell’Appennino".

E anche la Città metropolitana difende il progetto, snocciolando alcune cifre a partire dai quasi 36mila mila viaggi in più rispetto al 2023 con numeri importanti anche per le stazioni urbane di Bologna su questa tratta: a Bologna S.Vitale 5.806 viaggi in più (+2.077 sul 2023), a Bologna Mazzini 3.945 (+1886), a Bologna S.Ruffillo 3.305 (+1.243).

Nell’illustrare queste cifre ci si dimentica di dire che, ad esempio, dalle 8 alle 13 e dalle 19 non ci si ferma più a Carbona e, quindi, in quelle fasce orarie per prendere il treno bisogna recarsi o a Riola o a Vergato. I disagi per gli utenti sono reali e si possono riassumere in tre punti: difficoltà dei pendolari a raggiungere il posto di lavoro, orari scolastici variati e mancate coincidenze con il treno per Pistoia.

"È evidente che la questione è sfuggita di mano alla Città Metropolitana – spiega il sindaco di Alto Reno Terme Giuseppe Nanni – e anche per questo motivo abbiamo chiesto un incontro con l’assessore regionale alla mobilità Andrea Corsini che dovrebbe riceverci il 25 luglio. Visto che dal 3 al 23 agosto la linea ferroviaria sarà sospesa da Porretta a Sasso Marconi per lavori di manutenzione, sarebbe opportuno che una volta riattivati i binari si abbandonasse momentaneamente l’idea del passante almeno fino a non si sia trovata una risposta efficace a queste criticità".

L’istituto di Istruzione Superiore di Vergato Luigi Fantini ha già comunicato alle famiglia che il cambio di orario dei treni costringerà ad alcune modifiche nella durata delle lezioni e che vi saranno quattro rientri pomeridiani durante l’anno scolastico per rimediare a questi aggiustamenti.

"Nel marzo del 2023 ci è stato presentato questo progetto – spiega l’assessora all’Istruzione del comune di Vergato, Paola Sarti – e già allora avevamo espresso le nostre perplessità. Abbiamo insegnati che arrivano da Bologna e studenti che partono da Sasso Marconi ed entrambi dovranno prendere la corsa precedente dato che attualmente i ritardi alla mattina si aggirano su una media di 15’-20’. Pensavamo che prima di attuare il Passante si fosse trovata una soluzione a queste difficoltà e, invece, così non è stato".

Uscendo dalle cariche istituzionali, c’è un altro dato che dimostra quando il passante crei parecchi disagi. Sabato, in appena tre ore, Fratelli d’Italia ha raccolto 250 firme ad Alto Reno Terme per la sospensione della nuova linea. "Dissentiamo dai dati forniti dalla Città Metropolitana – spiega la consigliera regionale Marta Evangelisti – perché non tengono in considerazione l’incidenza dei treni soppressi. Continueremo la nostra battaglia su tutti i livelli istituzionali grazie anche agli approfondimenti richiesti dal senatore Marco Lisei, che ha aperto questa raccolta".

Anche la Lega sugli scudi. "Chiediamo che si valuti la sospensione della nuova tratta fino a che tutte le problematiche che stanno emergendo non saranno affrontate adeguatamente", sottolinea il vice segretario provinciale Matteo di Benedetto. La raccolta firme di Fratelli d’Italia oggi proseguirà a Vergato.