Sa-Roc, rap e note afroamericane. Il debutto al Mercato Sonato

L’artista cresciuta nel ’ghetto’ del Sud-est di Washington stasera porta brani inediti e i successi che l’hanno lanciata.

Sa-Roc, rap e note afroamericane. Il debutto al Mercato Sonato

Sa-Roc, rap e note afroamericane. Il debutto al Mercato Sonato

Profonda consapevolezza sociale, voce suadente che esplora l’imponente tradizione della soul music, capacità poetica di far entrare in stretta relazione i ritmi generati dalle macchine elettroniche e il sentire tribale. Arriva questa sera a Bologna al Mercato Sonato (Via Tartini, 3, alle 22), nel sua prima apparizione italiana, Sa-Roc, stella riconosciuta della nuova musica afro americana, con un repertorio di ballate che rievocano un passato rurale, misterico, fortemente intriso delle radici blues, dei canti dei contadini schiavi che affollavano il Delta del Mississippi. Un voce, la sua, che riesce a trasformare una storia antica in canzoni avvolgenti, suadenti, che catturano l’attenzione dell’ascoltatore sin dalla prima nota. Di lei, Okayplayer, il più seguito sito americano di rap ha detto: "una delle più formidabili esperte di utilizzo del microfono della scena".

Cresciuta nella zona sud est di Washington, un ghetto devastato dal dilagare della povertà e delle droghe, ha fatto del rap lo strumento del suo riscatto, esordendo nel 2018 con il brano, Forever, che la rivela come una delle più brillanti e originali rapper della sua generazione. Nel 2020 pubblica The Sharecropper’s Daughter, un racconto serrato, quasi documentaristico, come nel rap migliore, degli anni dell’infanzia, vissuti con il padre, coltivatore di tabacco. Un disco che lei stessa ha definito, "Una riflessione sonora sull’eredità generazionale dei traumi e dei trionfi che plasmano la nostra umanità e influenzano il modo in cui vediamo il mondo".

Tale è il successo che il lavoro viene ristampato dopo poco in una edizione deluxe, destinata al ricco mercato del collezionismo discografico, con l’aggiunta di un duetto ‘virtuale’ con il rapper Mf doom, personalità centrale nella storia del moderno hip hop. La canzone Rebirth è basata sull’intreccio di tantissime citazioni letterarie e storiche, passando dalla fantascienza di Isaac Asimov e dagli universi distopici creati dalla scrittrice Octavia Butler, ai movimenti per l’emancipazione e i diritti delle donne. Temi che la sua interpretazione rende ricchi di fascino, riallacciandosi alla vasta tradizione delle cantanti soul e jazz. Tutta la sua opera è un omaggio al potere della creatività e alla valorizzazione delle proprie qualità per trovare un posto nel mondo, superando i condizionamenti dovuti al colore della pelle o alle condizioni economiche. Il concerto di Bologna sarà anche l’occasione per ascoltare le sue composizioni inedite che saranno contenute nel nuovo album, in uscita nei prossimi mesi.

Pierfrancesco Pacoda