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29 apr 2022

Salaborsa Lab, un ponte tra mondo reale e digitale "Ecco il mio gioco di luci"

L’architetto Fornasari racconta il nuovo progetto nato in vicolo Bolognetti "Ho lavorato con le suggestioni cromatiche e riprodotto l’occhio del Ciclope"

29 apr 2022
benedetta cucci
Cronaca

di Benedetta Cucci Un laboratorio, una fucina, un luogo del ‘fare’ manuale e digitale. L’aveva presentata così la nuova Salaborsa Lab al piano superiore di vicolo Bolognetti, la direttrice del settore Biblioteche Veronica Ceruti, lo scorso dicembre. Cadeva il ventesimo compleanno della storica biblioteca in piazza Maggiore e la previsione di un nuovo spazio (nell’ex biblioteca Ruffilli) dedicato particolarmente al mondo digitale – tra coding, robotica, fab lab, gaming e retrogaming (la Cineteca ha donato l’archivio videoludico) –, insomma un luogo di sperimentazione nel campo della lettura ad alta connettività e iper tecnologico, era la miglior celebrazione possibile per il futuro della città. Oggi quel Lab – perché c’è da scommettere che gli adolescenti, cui il posto è dedicato, lo chiameranno così – sta per essere inaugurato. Succederà a fine maggio. La visione dell’architetto Fabio Fornasari, la cui proposta è risultata la migliore delle sei arrivate al Comune, è quasi realtà, tra ispirazione all’arte antica, cultura pop, omaggio ai maestri dell’architettura, una forte versatilità nel design e un continuo dialogo tra passato e presente, che d’ora in avanti conviveranno in quello che fu il convento di San Leonardo delle monache cistercensi-orsoline, che qui si insediarono nel 1559. Già l’ingresso di questa "città incantata" della lettura evoluta e animata dalle attività del gruppo Liquid Lab, spiega molto bene gli intenti progettuali di Fornasari, bolognese che ha sempre lavorato più fuori porta che all’ombra delle Due Torri, dove però, dal 2014, è direttore artistico del Museo Tolomeo dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza. Già dalla prima visita al luogo designato, nella sua immaginazione si è creata una narrazione che si è trasformata in design empatico. "Ho visto subito questo luogo con una prospettiva rigorosa che mi richiamava il ‘Trattato di architettura’ di Sebastiano Serlio – spiega Fornasari –, con la luce che dall’oculo ci ...

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