Matteo Salvini al Pilastro la sera del 21 gennaio del 2020
Matteo Salvini al Pilastro la sera del 21 gennaio del 2020

Bologna, 28 gennaio 2021 - La mattinata di Matteo Salvini inizia con il Resto del Carlino e la notizia in prima pagina degli arresti nella casa della citofonata delle polemiche. Dal 21 gennaio 2020 al 27 gennaio 2021, è il gioco del rovescio: "Il tempo è galantuomo, la droga fa male", scrive subito il leader della Lega su Facebook. E alla fine di una giornata matta segnata ancora dalla crisi di governo, Salvini dice che quella citofonata la rifarebbe, e la rifarebbe ancora, nonostante tutto e tutti, "perché la lotta alla droga è una priorità".

Due arresti per droga nell'appartamento della scampanellata al Pilastro -  Salvini al Pilastro citofona a un residente: "Scusi lei spaccia?"

Salvini, che effetto le ha fatto leggere la notizia degli arresti dopo il clamore della citofonata? Lei accusò quella famiglia di spaccio, e fu travolto da fischi e urla. Ora padre e madre finiscono nei guai, mentre il figlio è estraneo.
"Al di là della soddisfazione personale, sono felice per quelle mamme e per quei papà con cui avevo parlato a Bologna. Mi ricordo quanto fossero preoccupati e arrabbiati per la salute e la sicurezza dei loro figli e oggi sono più tranquilli. Il Pilastro a Bologna e molte altre periferie come Quarto Oggiaro a Milano o lo Zen a Palermo non meritano di essere associate a spaccio e delinquenza. Grazie a forze dell’ordine e magistratura".

Ma tornerebbe in via Deledda oggi, a suonare quel citofono? A distanza di tempo, quel gesto non le è sembrato troppo aggressivo, elettorale, spettacolare? Fu la svolta della campagna elettorale nell’Emilia del mancato ribaltone.
"Per me la lotta alla droga è una priorità e quindi combattere lo spaccio in ogni quartiere – senza se e senza ma – è un dovere per ogni buon politico. In Parlamento c’è una proposta di cento parlamentari che propongono lo spaccio di Stato. La Lega preferisce il modello San Patrignano".

Quella famiglia, ora arrestata, disse che lei li aveva rovinati e, insieme con un legale, annunciò una causa. Come commenta oggi quelle affermazioni? Ci sono stati sviluppi?
"Dico che in casa di questi signori hanno trovato anche proiettili, stupefacenti e banconote false. Vorrei sapere quante famiglie sono state rovinate da quella droga. Non mi aspetto le scuse della sinistra radical-chic o di qualche commentatore schierato: mi basta il grazie delle mamme e dei papà".

La citofonata, nel 2020, avvenne nel giorno del caso Jolanda di Savoia e oggi il governatore Stefano Bonaccini si scopre indagato per abuso d’ufficio dopo un esposto su presunte pressioni. Poteva andare diversamente la campagna elettorale? Il famoso audio non fu mai divulgato.
"Per me gli elettori hanno sempre ragione e chi vince, vince. Non chiedo il var per il voto in Emilia-Romagna, ma sicuramente il fatto che Bonaccini risulti indagato per frasi arroganti e poco democratiche nei confronti di un sindaco di un piccolo comune dà l’idea del personaggio...".

Cosa direbbe ora a chi la fischiò quella sera?
"Dico che al Pilastro c’era un nucleo di spaccio di droga e oggi non c’è più. Se ho dato il mio contributo ne sono felice".