Bologna, 15 novembre 2019 - Stretti, come le sardine in un barattolo, in piazza Maggiore a Bologna: migliaia di persone, forse addirittura 15mila, hanno partecipato ieri sera al flash mob lanciato su Facebook nei giorni scorsi,gli organizzatori puntavano ad essere 6.000 per superare le persone previste al PalaDozza, giunte per ascoltare Matteo Salvini durante la kermesse della Lega per la candidatura di Lucia Borgonzoni alle elezioni regionali del 26 gennaio in Emilia Romagna

"Quindicimila è un numero realistico", dice all'Ansa Mattia Santori, uno dei quattro ragazzi che ha lanciato il flashmob (gli ali sono Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti, ndr). "Siamo sommersi di reazioni - afferma - volevamo suonare una sveglia collettiva e la sveglia è suonata. Ora dal basso c'è già una risposta libera, il nostro risultato più bello".

Una "sveglia", chiarisce, "per la gente di sinistra, dal basso, che ha dormito per troppo tempo". 

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La bacheca dell'evento è infatti invasa di foto, video, post della serata, e chi non c'era palesa il suo sostegno anche dall'estero. 

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La protesta delle sardine in piazza Maggiore (foto Schicchi)

Intanto a Modena le 'sardine' sono pronte a replicare il flash mob: lunedì 18 novembre è atteso Matteo Salvini e la contromanifestazione è già stata annunciata, in piazza Mazzini. 

"Il fatto che altri inseguano il nostro messaggio è per noi un ottimo risultato - continua Santori -.La nostra idea era portare qualcosa di nuovo, smettere di inseguire il vecchio proposto da altri. Ora vogliamo sfruttare la nostra visibilità per dare voce a coloro che vorranno organizzare simili iniziative". 

L'aspetto "più incredibile" di ieri sera, confessa, è stato coinvolgere "persone di tutte le fasce d'età, bambini, anziani, famiglie. Gente che non scendeva in piazza da una vita". C'è una reazione della piazza che l'ha colpito di più."Quando ho detto 'siamo vicini ai nostri politici". Dopo le ovazioni il silenzio, poi ancora acclamazione. Tantissimi mi hanno detto che questa frase è stata potentissima. Noi non siamo assolutamente anti-politici, ma anti-criticoni".

"Non volevamo arrivare al giorno dopo le elezioni (le regionali in Emilia-Romagna) in cui tutti si chiedono 'come sia stato possibile'. Ecco mancano tre mesi, noi suoniamo la sveglia". 

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