Scontri davanti alla Rai. Corteo pro Palestina: i manifestanti premono, partono le manganellate

Lancio di oggetti e petardi dal presidio, poi il tentativo di sfondare. Gli attivisti, un migliaio, volevano leggere un cominicato durante il tg.

Scontri davanti alla Rai. Corteo pro Palestina:  i manifestanti premono,  partono le manganellate

Scontri davanti alla Rai. Corteo pro Palestina: i manifestanti premono, partono le manganellate

Momenti di grande tensione tra i manifestanti, circa un migliaio, e le forze dell’ordine al presidio dei ’Giovani Palestinesi’ davanti alla sede regionale della Rai, in zina Fiera. Dopo Napoli, dunque, anche Bologna ha ha assistito a scontri davanti alla tv di Stato.

È accaduto ieri pomeriggio, quando la prima fila del presidio si è avvicinata agli agenti schierati: a quel punto sono partite manganellate e colpi di scudo. Gli scontri sono continuati con lancio di oggetti e petardi dalle retrovie del gruppo in direzione delle forze dell’ordine. Dopo la carica di alleggerimento, durante la quale non ci sono stati feriti, è tornata una relativa calma.

La tensione si era alzata perché, secondo i manifestanti, in prevalenza attivisti dei collettivi e dei centri sociali, la Rai non aveva dato garanzie di leggere tutto il documento che loro proponevano e che accusava la Rai di negazionismo e censura . Il tutto con riferimento a quanto successo a Sanremo con Ghali (che aveva parlato di genocidio del popolo palestinese) e a Domenica In con Mara Venier, che aveva letto un comunicato dell’ad Rai Roberto Sergio in solidarietà al popolo israeliano.

Se in un primo momento la trattativa tra la direzione giornalistica e i presenti al presidio non aveva dato esito positivo, dopo circa un’ora, si è invece conclusa positivamente, quando gli attivisti hanno annunciato la lettura parziale del comunicato durante il successivo tg regionale. I contestatori hanno anche chiesto a gran voce le dimissioni dell’ad Sergio. Durante la manifestazione, sono stati diversi i cori contro Netanyahu e contro Israele. Non solo, sono apparsi anche diversi cartelli con scritte dello stesso tenore. Non sono mancati anche attacchi al governo di Giorgia Meloni e ai vertici Rai. I manifestanti, dopo circa due ore di presidio davanti alla sede della Rai regionale, sono partiti in corteo per raggiungere piazza XX Settembre, dove poi si sono fermati per continuare la protesta.

"Dopo Napoli, Bologna: ancora manganellate fuori da una sede Rai, ancora repressione. C’è un malessere evidente – così gli esponenti del M5S in Commissione di vigilanza Rai – che attraversa la società civile. Il Movimento 5 Stelle ha già chiesto una informativa urgente del ministro Piantedosi che a questo punto non è più procrastinabile. Ma soprattutto chiediamo a Giorgia Meloni di dire se condivide questo modus operandi".

"La libertà di espressione e di manifestazione è un diritto costituzionale insopprimibile. La violenza invece non è mai accettabile", ha invece scritto in una nota il Cdr del Tgr Emilia-Romagna.

c.c.