Marco Biagi (foto Fiocchi)
Marco Biagi (foto Fiocchi)

Bologna, 12 maggio 2015 - Le accuse nei confronti dell'ex ministro degli Interni, Claudio Scajola, e dell'ex capo della polizia, Gianni De Gennaro, per la mancata scorta a Marco Biagi, sono cadute in prescrizione. La sezione distrettuale del tribunale dei ministri di Bologna  ne ha dichiarato l'estinzione.

Scajola e De Gennaro erano indagati per cooperazione colposa in omicidio colposo. Il giuslavorista Biagi fu ucciso nel 2002 dalle Brigate Rosse. Si tratta dell'inchiesta bis del procuratore Roberto Alfonso e del Pm Antonello Gustapane sulla mancata scorta al giuslavorista, riaperta dopo la trasmissione a Bologna di nuovi documenti, in particolare gli appunti dell'ex segretario del ministro Scajola, Luciano Zocchi.

La Procura aveva concluso l'indagine a fine febbraio, chiedendo al tribunale dei ministri di procedere nelle forme di rito all'interrogatorio di Scajola e De Gennaro, anche per sapere se intendevano o meno avvalersi dell'intervenuta prescrizione; era stato chiesto poi di disporre l'archiviazione per intervenuta prescrizione nel caso i due indagati non rinuncino; e di trasmettere gli atti alla Procura, con relazione motivata, per la loro immediata rimessione al presidente del Senato, qualora i due indagati rinunciassero alla prescrizione e il collegio ritenga di dover procedere.

Secondo quanto appreso le difese di Scajola e De Gennaro, rappresentati rispettivamente dagli avvocato Giorgio Perroni e Franco Coppi, non hanno fatto richiesta di interrogatorio ma si sono affidati a memorie scritte, senza esprimere volontà di rinunciare alla prescrizione. Prescrizione dichiarata quindi dal collegio del tribunale, che non sarebbe entrato nel merito.

"Era la nostra richiesta". È quanto si è limitato a dire il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso. Il procuratore non ha voluto commentare, né aggiungere altro.

"La prescrizione consentirà agli indagati di non confrontarsi con la giustizia e con la realtà dei fatti. Mi limito a fare mia la considerazione della famiglia Biagi: per citare Jung, agli stessi soggetti coinvolti resta il doloroso e sofferente confrontarsi con le proprie coscienze». Lo ha detto l'avvocato Guido Magnisi che ha assistito famiglia di Marco Biagi. 

"A De Gennaro la legge non conferiva nessuna possibilità di accettare o meno la prescrizione in quanto indagato, e non imputato": cosi' l'avvocato Franco Coppi, legale di Gianni De Gennaro.  La difesa portata avanti da Coppi con l'avvocato Francesco Bertorotta, si è limitata a consegnare al tribunale lo scorso 24 aprile memorie scritte portando avanti questa tesi, accreditata in campo giuridico. "La procura aveva chiesto l'interrogatorio anche per sapere se De Gennaro intendesse avvalersi o meno della prescrizione - spiega Coppi - non abbiamo potuto scegliere prescrizione sì o no perché la legge non dà questa facoltà all'indagato. Tant'è vero che il tribunale non ci ha nemmeno interpellati. Il processo è finito - conclude il legale - come non poteva non finire: il tribunale non poteva fare altro. Resta l'amarezza di un processo nel quale non ci si è di fatto potuto difendere".