L’ALLARME L’arcivescovo Matteo Zuppi: «Il bisogno aumenta». L’ufficio scuola di via Altabella impegnato sui minori
L’ALLARME L’arcivescovo Matteo Zuppi: «Il bisogno aumenta». L’ufficio scuola di via Altabella impegnato sui minori

Bologna, 21 settembre 2018 - Il bisogno ha il nome e il cognome dei 4.751 ragazzini sostenuti, nel loro percorso scolastico ed educativo, dal milione di euro che l’Arcidiocesi ha investito sul loro futuro grazie ai proventi della Faac. Un bisogno che, rivela Silvia Cocchi referente dell’Ufficio scuola di via Altabella, registra «un +30%» rispetto ai ragazzi aiutati l’anno scorso. Ovvero 1.425 minorenni in più in affanno. Tre le aree su cui è stato spalmato il milione di euro.

L’area 1 è dedicata agli studenti con disabilità che sono «i più fragili», osserva l’arcivescovo Matteo Zuppi in occasione di ‘E’ bello insegnare’, momento di confronto con docenti, studenti e il ‘capo’ della scuola in regione, Stefano Versari. Nel complesso, sono ben 182 i ragazzi con disabilità sostenuti da questo fondo. Di questi 42 vanno alla materna, 66 all’elementari, 45 alle medie e 24 alle superiori. Qui il bisogno prende forma di computer, software specifici oppure sostegni verso i casi con disabilità gravi o gravissime. In parallelo, l’area 3 ha erogato a 2.049 studenti una borsa di studio da 170 euro per aiutarne la frequenza a scuola. Un aiuto forse piccolo, ma che indica «una presenza», sottolinea Cocchi. 

Infine, l’area 2: la più variegata e la più ricca di proposte perché rappresentata dai 78 doposcuola (50 lo scorso anno) frequentati da 2.340 studenti. Per lo più presenti in parrocchie, alcuni doposcuola sono nati un manciata di anni fa, altri hanno oltre 40 anni di attività alle spalle. Sostegno allo studio, giochi, laboratori: ce n’è per tutti. Incluso studenti di liceo che, nel doposcuola, hanno svolto la loro alternanza scuola-lavoro.

«Registriamo un bisogno crescente – osserva l’arcivescovo – soprattutto perché, ad esempio, i doposcuola sono una grande realtà di integrazione, accoglienza e anche un deterrente contro l’abbandono scolastico che purtroppo è ancora molto alto». Una realtà «che, per fortuna, sta aumentando nelle parrocchie».