Ci sono società ad hoc che spediscono un curriculum alle mail di tutte le scuole d’Italia
Ci sono società ad hoc che spediscono un curriculum alle mail di tutte le scuole d’Italia

Bologna, 19 ottobre 2019 - Il pragmatico: «Prendo il primo che passa qui davanti». L’alternativo: «Lancio un appello da Chi l’ha visto? ». Lo stremato: «A quale santo posso appellarmi?». Lo scaramantico: «Incrocio le dita e confido nella salute di ferro dei miei insegnanti». L’ironia forse non aiuterà presidi e segretari a trovare i circa 300 supplenti mancanti – in caso di malattia, infortuni o maternità dei titolari – in materne o elementari statali, ma di certo contribuirà ad alleggerire il clima pesante. Il grido di dolore che si leva da tutti gli istituti comprensivi è unanime: «Le graduatorie di materne ed elementari sono esaurite: non sappiamo dove cercare i supplenti». Più fortunate medie e superiori, con graduatorie dove qualche scampolo di insegnante cui attingere ancora c’è.

Che fare? «L’unica soluzione sono le Mad», spiegano i presidi. Mad, acronimo di Messa a disposizione. Buco nero che inghiotte curricula vitae . Tradotto: chiunque, con un diploma qualunque, può inviare il suo curriculum a una scuola e candidarsi a supplente. «Alcuni giorni fa – racconta allibito Emilio Porcaro, preside del comprensivo 10 – si è candidata per la materna di una signora con il diploma di ragioneria». Almeno «avesse avuto quello magistrale …», sospira. Ormai è piena emergenza. «Le Mad sono diventate una cosa allucinante – prosegue Porcaro – arriva di tutto. E ogni candidatura va verificata, analizzata». E se tra le Mad trovi il profilo giusto «chiami e ti senti dire che lavora già altrove». Al comprensivo 22, come in tanti altri, c’è una segretaria dedicata solo a questo: «Trascorre ore al telefono», oltre a gestire centinaia di curricula in arrivo via mail. Una montagna. «Ci sono società che, pagando 29 euro, mandano il tuo curriculum a tutte le scuole in Italia». Dalle Alpi alla Sicilia, un solo clic e si ingolfa la posta.

«Nelle Mad c’è di tutto», osserva la preside dei comprensivi 11 e 12, Filomena Massaro, che fino a un solo docente per plesso da sostituire riesce a tamponare bene, ma quando ne mancano due o tre sono dolori. «Ricorriamo alle ore eccedenti autorizzate dal Miur o chiediamo a una maestra di fermarsi qualche ora in più. Facciamo di tutto per evitare lo spacchettamento della classe». Cioè sistemare i bambini un po’ qui e un po’ là «perché da soli in classe non possiamo lasciarli». «Non riusciamo a capire perché le graduatorie siano vuote: sembra non ci siano sufficienti laureati in Scienze dalla formazione». Forse, ma chi vive la scuola da tempo rileva: «Non scelgono Bologna perché chi arriva da fuori deve pagare affitti esorbitanti».

Ogni mattina, all’Ic 15 parte la caccia al supplente. «Se non lo troviamo, proviamo nelle scuole vicine poi allarghiamo il raggio di azione». Ma, ammette sconsolato il preside Alessandro Rovinazzi, senza grandi risultati. «Ormai la scuola si regge sul volontariato. Non sappiamo come fare» e non si può negare il diritto all’apprendimento degli studenti.