ZOE PEDERZINI
Cronaca

Servizio ferroviario metropolitano, in viaggio da Pianoro a Porretta: la rabbia dei pendolari

Partenze slittate di mezz’ora. I viaggiatori: “Chi studia o lavora a Bologna o si sveglia prima o arriva in ritardo”. Una residente soddisfatta: “Mi hanno semplificato la vita, salgo su un unico convoglio e arrivo davanti al posto di lavoro”

Servizio ferroviario metropolitano, la nuova linea collega Pianoro e Porretta: nel nostro reportage le opinioni dei pendolari (FotoSchicchi)

Servizio ferroviario metropolitano, la nuova linea collega Pianoro e Porretta: nel nostro reportage le opinioni dei pendolari (FotoSchicchi)

Bologna, 8 luglio 2024 – Era il 9 giugno scorso quando, nell’ambito del Servizio Ferroviario Metropolitano, la vecchia tratta Bologna – Porretta si è trasformata nella neonata Pianoro - Porretta.

Un percorso più lungo, con treni diretti che partono dalle due stazioni di riferimento con orari leggermente diversi rispetto al precedente cronoprogramma. Siamo andati a percorrere la tratta per ben due volte, entrambe partendo dalla stazione di Pianoro per arrivare fino a Porretta Terme e da lì indietro. Sono tanti gli spunti di miglioramento indicati dai pendolari.

Gli orari

È il problema principale evidenziato: “Noi siamo di Porretta e ci ricordiamo ancora quando c’erano le sole locomotive a vapore che passavano da qui quindi sappiamo di cosa parliamo - spiega un gruppo di paesani incontrati all’arrivo in stazione -. La tratta è importante e siamo felici che si siano resi conto che andava implementata con più corse. Il problema è che hanno fatto slittare di mezz’oretta le partenze dei treni da Porretta rispetto agli orari che avevano sempre avuto. Questo significa che chi prende questo convoglio per andare a Bologna per lavoro o per andare a scuola deve decidere se svegliarsi un’ora prima, per riuscire a prendere il treno che parte in anticipo rispetto a una volta, oppure se arrivare in ritardo salendo sul treno successivo. E diciamo pure che è una scelta ‘non scelta’”.

I porrettani aggiungono: “Ora questo problema non emerge ed è tutto oro quello che luccica, perché stiamo andando verso l’estate, ci sono le ferie e le scuole sono terminate. Ma siamo certi che il problema sarà massiccio da settembre in poi. Ci sarà il rischio di dover rivoluzionare la routine mattutina a molti pendolari causando sovraffollamento in alcune corse, e spopolamento in altri orari”.

La localizzazione

Il secondo problema evidenziato dai viaggiatori di questa tratta lo abbiamo riscontrato soprattutto al rientro da Porretta, sia nel primo che nel secondo ‘test’ da pendolari. “Mi scusi ma lei sa dirmi se questo è il treno che va a Bologna? Non capisco se si ferma – chiede una signora –. Io devo andare a Bologna ma qui sul tabellone c’è scritto che questo treno va a Pianoro. È lo stesso treno?”.

Se, infatti, da Pianoro a Bologna le poche persone che erano in stazione sapevano esattamente che se c’è scritto Porretta Terme sul tabellone elettronico si tratta del treno giusto, e che ferma a Bologna, non era così chiaro per chi da Porretta doveva scendere verso il capoluogo. Così alcuni pendolari: “Fino a poco tempo fa c’era scritto sempre ‘Bologna’ come termine della corsa del treno ed era più facile. Ora c’è scritto ‘Pianoro’, ma non è stata fatta, sul territorio montano, una campagna adeguata, casa per casa, o di volantinaggio, ovvero adatta anche agli anziani, per far capire che sì, il treno è sempre lo stesso, e che ora, però, arriva fino a Pianoro. E non tutti sanno dove sia localizzata Pianoro rispetto a Bologna. Sarebbe servita una campagna informativa fatta meglio. Molti sono anziani che devono venire a Bologna per visite mediche ma non sono né esperti né digital”.

Mosca bianca

Durante il nostro viaggio abbiamo trovato anche chi è completamente soddisfatto della novità, come una donna, residente a Casteldebole, che spiega: “Io lavoro in zona San Ruffillo. Prima dell’avvento di questa unica tratta dovevo arrivare in treno fino Bologna Centrale poi, prendere vari autobus sperando che i tempi coincidessero. Ora salgo su un unico treno e scendo davanti al mio posto di lavoro: mi hanno semplificato la vita di un bel po’”.