e Matteo Radogna Ancora troppi morti, troppi nuovi contagi. È infatti di 62 nuovi positivi al Covid-19 il bilancio della giornata di ieri su Bologna e Imola. La battuta di arresto prevista per questi giorni – secondo le stime che calcolano i tempi di infettività e sviluppo del virus in relazione con l’entrata in vigore dei decreti che vietano di uscire di casa salvo necessità o emergenza – ancora non si registra. Sono 49 quindi i nuovi casi di positivi al Coronavirus a Bologna e provincia, 13 invece nell’Imolese. Delle vittime, una è medicinese – un uomo di 79 anni, Sergio Sasdelli – e gli altri invece bolognesi, tutti uomini. Si tratta di Giuseppe Tagliati, 80 anni, di Castel Maggiore; Luigi Canè, 87 anni, di Bologna;...

e Matteo Radogna

Ancora troppi morti, troppi nuovi contagi. È infatti di 62 nuovi positivi al Covid-19 il bilancio della giornata di ieri su Bologna e Imola. La battuta di arresto prevista per questi giorni – secondo le stime che calcolano i tempi di infettività e sviluppo del virus in relazione con l’entrata in vigore dei decreti che vietano di uscire di casa salvo necessità o emergenza – ancora non si registra.

Sono 49 quindi i nuovi casi di positivi al Coronavirus a Bologna e provincia, 13 invece nell’Imolese. Delle vittime, una è medicinese – un uomo di 79 anni, Sergio Sasdelli – e gli altri invece bolognesi, tutti uomini. Si tratta di Giuseppe Tagliati, 80 anni, di Castel Maggiore; Luigi Canè, 87 anni, di Bologna; Remo Setti, 94 anni, di Bologna; un bolognese di 84 anni e un uomo di 94 anni di Castenaso (quest’ultimo, a quanto si apprende, ricoverato in una struttura privata). Infine, un cittadino di 76 anni di Crevalcore, morto la notte scorsa all’ospedale di San Giovanni in Persiceto, non è rientrato per questioni di orario nei conteggi ufficiali diramati ieri dalla Regione, che contano ’soltanto’ cinque morti su Bologna e provincia: l’uomo, cardiopatico, era stato ricoverato venerdì scorso; la moglie e il figlio si trovano in isolamento fiduciario nel comune della Pianura.

"Giuseppe era ricoverato all’ospedale Maggiore già da 15 giorni, per un’ischemia che gli aveva paralizzato le gambe – racconta la moglie di Tagliati, Isabella –. Non aveva alcun sintomo legato al virus. Ma giovedì ha cominciato a stare male e gli hanno fatto il tampone: una volta risultato positivo, l’hanno portato al Bellaria, l’ospedale Covid. E lì martedì mattina è morto". Tagliati era noto anche nella frazione Cadriano di Granarolo, dove, prima della pensione, faceva il falegname e si occupava di articoli sportivi. Oltre alla moglie Isabella, lascia due figli quarantenni. "Siamo stati sposati 54 anni, ora sono sola", si rammarica l’anziana, che adesso si trova tra l’altro in isolamento fiduciario a casa, sorretta anche dal sindaco Belinda Gottardi, con cui è stata in contatto in questi giorni di emergenza.

Sergio Sasdelli di Medicina, invece, ha lavorato nell’azienda Bragaglia, addetto agli impianti idraulici, ma da tempo era in pensione e l’unico passatempo era il bar del centro Medicivitas. La notizia della sua morte ha gettato nello sconforto i frequentatori della struttura: "Era un amico e non l’ho mai visto litigare con qualcuno del centro – racconta un iscritto –. Parlava molto della sua famiglia, era orgoglioso dei figli. Quando parlava di loro gli si illuminavano gli occhi". È il quarto frequentatore del centro a perdere la vita per il Coronavirus. Gli iscritti, nella zona rossa, lo ricordano su WhatsApp. Uno racconta: "Un giorno persi il portafoglio e Sergio lo trovò e me lo portò a casa a notte fonda: gli ho detto che avrei aspettato il giorno dopo, ma lui era di un’onestà e una correttezza difficili da trovare".

Aumentano poi, come detto, i contagiati : il totale nel Bolognese è di 281. Dopo il lieve calo nei contagi registrato nei giorni scorsi (con 32 e 37 nuovi infetti), si registra quindi una sconsolante impennata. Di questi, la maggior parte è in città (+25), cui seguono cinque nuovi casi a Castenaso, quattro ad Anzola, due a Casalecchio, a San Lazzaro e a Pieve di Cento, e infine uno ciascuno nei comuni di Castel di Casio, Castel Maggiore, Galliera, Loiano, Molinella, Monte San Pietro, San Giovanni in Persiceto, Sasso Marconi e Valsamoggia.

Tra questi, c’è anche Fausto Pasqui, infermiere coordinatore del 118 di Loiano. Lo fa sapere lui stesso tramite un messaggio su Facebook, in cui raccomanda di stare a casa.